Il caso Di Coprio e l'autolesionismo di tanti napoletani: troppa "vergogna" ingiustificata
E' stata restituita la telecamera al tifoso giapponese che aveva denunciato il furto della stessa dopo la partita Napoli-Roma al Maradona.
Si è conclusa con il lieto fine la vicenda di Hikaru Kumakura, tifoso giapponese del Napoli giunto in città per conoscere i calciatori partenopei e per vedere la partita contro la Roma al Maradona. L'uomo, famoso con il nome "DiCoprio", è uno youtuber. Nelle ore dopo la sfida contro i giallorossi, aveva fatto sapere di essere vittima di un futuro: "Mi hanno rubato allo stadio la telecamera dal valore di 500 euro". Ieri sera la svolta con la SSC Napoli che ha diramato una nota: "Il club è lieto di informare che grazie all’efficiente e rapida azione investigativa della Questura di Napoli, è stato possibile rinvenire la telecamera. Il signor DiCoprio si sta recando ora presso il Commissariato di Fuorigrotta per tornare in possesso della sua telecamera".
Sui social, tanti napoletani hanno fatto sapere di "vergognarsi per l'accaduto" e non è mancato chi è andato troppo oltre: "Poi ci lamentiamo se ci attaccano e offendono tutti", oppure "hanno ragione a dire che siamo i soliti" e tante altre frasi ad effetto, tendenzialmente autolesioniste. Come ha sottolineato lo stesso DiCoprio, sono episodi che possono accadere a New York, come a Milano come in Giappone. Le città non c'entrano nulla, la vergogna la deve provare l'autore di un furto, non una città intera. Ora coloro che si sono "vergognati", saranno o no orgogliosi del lavoro della Questura di Napoli che ha recuperato la telecamera?








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