Il calcio ha la memoria corta: ricordate cosa dicevano su Spalletti e Allegri?

Luciano Spalletti e Massimiliano Allegri vivono un presente alquanto differente. Eppure in passato si scriveva (e si diceva) ben altro su di loro.
Nel calcio, così come capita spesso (purtroppo) nella vita, non esiste memoria. Vale solo il presente. Ecco quindi che certi giudizi su determinati personaggi possono cambiare improvvisamente. Si pensi a Luciano Spalletti e a Massimiliano Allegri. Il toscano, prima di approdare a Napoli, veniva considerato una sorta di "perdente di successo". Non aveva mai vinto nulla di importante in Italia. Inoltre era criticatissimo per una gestione secondo alcuni discutibili di determinati calciatori (Totti e Icardi, ndr). Luciano Spalletti è ora considerato un po' da tutti il vero artefice della conquista dello scudetto da parte del Napoli.
In un vecchio sondaggio proposto dalla redazione sportiva di SKY, Massimiliano Allegri veniva indicato dai tifosi della Juventus come il migliore allenatore del mondo. Il tecnico, in tale speciale classifica, superava allenatori del livello di Pep Guardiola e Carlo Ancelotti. Dopo l'eliminazione in Europa League e le difficoltà riscontrate in stagione, il toscano viene ritenuto proprio dai supporters della Vecchia Signora il responsabile principale della deludente annata calcistica dei bianconeri.
Luciano Spalletti non è diventato bravo all'improvviso, lo è sempre stato. Ha vinto tanto in Russia e a Roma (lì dove non si trionfa tutti gli anni). In tanti, tuttavia, anche per antipatia personale, ne sminuivano il valore. Discorso simile per Massimiliano Allegri. Non era il migliore allenatore della storia prima, non è diventato scarso ora. A cambiare è stato








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