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Il 13 giugno era la Festa del Popolo Napoletano, De Crescenzo: "Ci hanno strappato storia"

Il 13 giugno era la Festa del Popolo Napoletano in epoca borbonica, il professore Gennaro De Crescenzo lo ricorda sui suoi canali social.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

13/06/2024 18:29 - Altre notizie
Il 13 giugno era la Festa del Popolo Napoletano, De Crescenzo: Ci hanno strappato storia

Il presidente del Movimento Neoborbonico, Gennaro De Crescenzo, attraverso i suoi canali social, evidenzia la festa del popolo napoletano del 13 giugno, in epoca borbonica: "Nei giorni delle elezioni e del Sud come al solito assente dai dibattiti e dalle agende governative, una lezione dalla storia di 225 anni fa. Il 13 giugno del 1799 la festa del Popolo Napoletano per la liberazione da francesi e giacobini. In circa 5 mesi furono oltre sessantamila le vittime napoletane-cristiane-borboniche ad opera degli invasori stranieri francesi (definizione dello stesso Mazzini) con la complicità di pochi giacobini locali traditori della patria napoletana (parole sempre di Mazzini) ieri come oggi. Dopo l'eroica resistenza popolare di gennaio, con l'arrivo del Cardinale Ruffo il 13 giugno finì la storia di una repubblica fatta di retorica, saccheggi e massacri e furono riportati sul trono i Borbone".

"Quella notte nessuno pensò a dormire: i soldati "sanfedisti" calabresi entrarono di nascosto in città di notte al grido di "chi viva?" e la risposta, balcone su balcone, finestra su finestra, lumi accesi e coperte esposte a festa, fu una, forte, chiara e fiera: "viva 'o rre!". "I lazzaroni sono degli eroi" -fu costretto ad ammettere il generale Championnet- "hanno combattuto palmo a palmo per difendere le loro famiglie, le loro case, le loro chiese".


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"Ecco: gli storici giacobini e risorgimentali ci hanno strappato queste pagine di una storia che in qualsiasi altro paese del mondo sarebbe stata epica. E di tutto questo (memoria e orgoglio) hanno bisogno i giovani del Sud di domani per creare delle vere classi dirigenti finalmente in grado di rappresentare e difendere la nostra terra e la nostra gente. Senza memoria e senza orgoglio non cambierà mai il destino del Sud. Altro che destre, sinistre ed elezioni locali o europee...". Ha concluso il noto professore.


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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