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I 30680 di Napoli-Foggia più l'uomo dai tre denti e dalle mille lacrime


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I 30680 di Napoli-Foggia più l'uomo dai tre denti e dalle mille lacrime
© foto di AreaNapoli.it

Una storia bellissima, intensa, che risale al 2005 quando allo stadio San Paolo arrivò il Foggia di Morgia.


Vi voglio raccontare una storia vera, verissima. 24 aprile 2005, allo stadio San Paolo arrivò il Foggia di Morgia per affrontare il Napoli Soccer di Reja: era la trentunesima giornata del campionato di Serie C. Sì, Serie C. Con l'amico fraterno Antonio Napodano fummo tra i primissimi a sottoscrivere l'abbonamento perché eravamo già soddisfatti e grati per la rinascita del pallone nella nostra città. I veri tifosi erano tutti lì, mentre tantissimi improvvisamente si davano ad altri colori, magari anche ad altri sport. 30681 spettatori. Quel giorno c'era un clima gradevole, si stava bene. Un leggero venticello rilassava i nostri visi pieni di tensione e speranza. Al pronti via, dopo due minuti, il gol di Grieco. Una mazzata. Che sofferenza. Poi all'11' del secondo tempo la freccia dell'arciere Calaiò. 1-1, tifo infuocato.

Al 32', come una pugnalata, il gol del solito Mounard. Che si prendeva pure gioco di noi. Napoli-Foggia 1-2 e il tempo stringeva. Disperazione, sofferenza. Nei minuti di recupero i 60 secondi più incredibili dell'era De Laurentiis: prima il pareggio del brasiliano Pià, quindi il sigillo del capitano Gennaro Scarlato. L'apoteosi, il trionfo: il San Paolo si trasformò in un ideale Maracanà nel pieno di una fusione nucleare tra samba, carnevale e felicità per una Coppa del Mondo appena vinta. Nell'esatto istante successivo a quello in cui Scarlato spingeva il pallone in fondo al sacco con tutta la sua forza, un anziano, con il volto pieno di rughe inondate dalle lacrime - quelle per la delusione e quelle per la gioia messe insieme - mi saltò addosso per abbracciarmi.


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Nel gridare "goooooooooooooooolllll" mi accorsi che aveva giusto tre denti in bocca. Ma era felice per aver azzannato la vittoria. Tre denti come i tre scudetti del Napoli. Spero che oggi quell'uomo, così come quei 30681 di quel 24 aprile 2005, sia al "suo" posto al Maradona. Lui lo merita. Lui sicuro.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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