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Giovedì Santo a Napoli, il mito della zuppa di cozze nacque da un... 'cartellino giallo'

Il Giovedì Santo a Napoli nasce nel segno della zuppa di cozze, un piatto tipico nato da un "cartellino giallo" a Ferdinando di Borbone.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

28/03/2024 17:31 - Altre notizie
Giovedì Santo a Napoli, il mito della zuppa di cozze nacque da un... 'cartellino giallo'

Napoli è terra di tradizioni, la gastronomia la fa da padrona, come le sue leccornie riconosciute in tutto il pianeta terra, osannate da poeti, scrittori e scienziati. Il rito del Giovedì Santo partenopeo è la preparazione della "zuppa di cozze", ma come nasce questa tipicità? La sua storia inizia proprio grazie ad un ammonimento ecclesiastico, una sorta di "cartellino giallo" di un noto prelato dell'epoca verso il Sovrano scugnizzo Ferdinando I di Borbone, amante da sempre della convivialità e del buon cibo. Si racconta infatti che "Tata Maccarone", così lo apostrofavano con simpatia i plebei ed i cortigiani napolitani, fortemente goloso, venne redarguito da padre Gregorio Maria Rocco, che invitò il figlio di Re Carlo a non eccedere con i peccati di gola almeno nel periodo della settimana Santa che portava alle festività pasquali.

"Maestà, dev'essere più parsimonioso anche a tavola in questi giorni". Più meno andò così. Ferdinando I di Borbone, da buon cristiano, accettò l'ammonimento del padre Gregorio Maria Rocco e per non rinunciare alle cozze veraci del mare di Napoli, ordinò comunque ai suoi "Monzù" (cuochi di corte, ndr.) di prepararle in modo più semplice e meno complesso. Ferdinando si fece così servire in tavola, cozze scaldate a vapore con pomodoro e salsa forte di peperoni, detto comunemente "'o russo", per via del suo colore rosso sangue. E da allora la zuppa di cozzeche diventò un "must" non solo a corte, ma anche tra i napoletani meno agiati, e passò da tavola a tavola fino ai giorni nostri.

Un meraviglioso lascito borbonico che Napoli non ha mai abbandonato, anzi ha coltivato come suo solito, di generazione in generazione.


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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