Giordano: "Insigne, il suo tiro a giro rappresenta un simbolo antirazzista"

Il giornalista racconta come la maggior parte del popolo italiano veda nel calciatore di Frattamaggiore un peso, in tutti i senti, per la nostra Nazionale.
Nel suo articolo pubblicato su Serieanews.com, Marco Giordano, confronta due personaggi che, secondo il giornalista napoletano, rappresentano due simboli per la lotta contro il razzismo: Michelle Bachelet e Lorenzo Insigne: “forse, non si incontreranno mai. Francamente, non so neppure se l’una conosce l’altro e viceversa. Eppure, hanno molto più in comune di quello che pensano. Michelle Bachelet riveste l’incarico di l’Alto commissario ONU per i diritti umani. Lorenzo Insigne, invece, ha il compito di trascinare l’Italia ed il Napoli, provando a far gioire tifosi ed appassionati”.
Dopo una serie di argomenti, incentrati su questo tema delicato, Giordano racconta: “Arrivo al nesso tra Michelle Bachelet e Lorenzo Insigne. L’Alto Commissario ha implorato di cancellare la negazione della presenza del razzismo. Insigne, invece, è il simbolo di quel razzismo strisciante del nostro paese. Schiettamente napoletano, arrivato dal disagio economico e sociale, si è preso la 10 della Nazionale senza esser un inattaccabile pallone d’oro”.
Ha, poi, aggiunto: “Non è nero, è etero e non si è mai fatto paladino di qualche battaglia: si può gettare fango su di lui, senza finire nel tritacarne mediatico. Insigne è l’oggetto perfetto per sfogare i sentimenti di odio che albergano in troppi connazionali. Inoltre, è il simbolo di una squadra che lotta ma non vince, come il Napoli: è perfetto per esser oggetto di strali razzisti, ma anche per tirar fuori tutta la sudditanza psicologica per chi non appartiene al triangolo di potere del nostro calcio.
Inoltre, comunica che nel corso di questo periodo Europeo, il giornalista napoletano, è stato tempestato di messaggi di odio nei confronti del giocatore napoletano: chiamato ignorante, cafone e inutile. Dov’è il problema di questa Italia marcia allora? Come andrebbe estirpato questo tipo di persone che ancora vivono in un mondo retrogrado? Unendosi come Marco Giordano e denunciare sempre questo tipo di episodi e mai coprirsi gli occhi facendo finta di niente. Continua, infatti: “Insigne, come la Bachelet, va avanti. Non è un campione alla Messi. Non è un dio del calcio. Lorenzo è un simbolo. Della dedizione, della lotta ai pregiudizi, della volontà che supera i limiti, dell’amore (per il calcio e per la Nazionale) che batte l’odio strisciante nei suoi confronti. L’Italia dovrebbe ringraziare il calciatore di Frattamaggiore, il suo tiro a giro è un simbolo di resistenza contro il razzismo strisciante e l’odio che va sversato da frustrati e razzisti che, nell’anno domini 2021, in Italia sono tanti. Troppi”. Parole che hanno avuto l’appoggio, da molti giornalisti del panorama italiano.








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