Forgione: "Scompare uno dei pių grandi truffatori italiani"
Lo scrittore napoletano ha commentato una delle notizie di giornata: "Quel Parma vinse grazie alle nefandezze di un uomo condannato per pių reati e truffe".

Il 2022 si è aperto con la notizia della morte di Calisto Tanzi, l'ex patron di Parmalat e proprietario del Parma Calcio, si è spento all'età di 83 anni. Angelo Forgione, scrittore napoletano, ne ha parlato tramite la sua pagina social: "La morte merita rispetto, sempre, ma quella di Tanzi non cancella il male fatto a migliaia di famiglie. Quel Parma vinse grazie alle nefandezze di un uomo condannato per più reati e truffe, manovratore silenzioso di un perverso sistema in cui confluirono politica, banche e giornali. Per ovviare a una voragine di 14 miliardi di euro fu responsabile del crac Parmalat, il più grande scandalo europeo di bancarotta fraudolenta e aggiotaggio perpetrato da una società privata. Tutto a danno di 38mila piccoli, ingenui e inconsapevoli risparmiatori, cui fu consigliato fino a pochi giorni prima della bancarotta l’acquisto di obbligazioni dell'indebitata Parmalat per nulla fruttifere, presentate con la chimera irraggiungibile degli ampi guadagni".
"Tanzi, entrò nel mondo del Calcio guadagnando influenza internazionale attraverso le ricche sponsorizzazioni di Real Madrid, Boca Juniors, Palmeiras, Peñarol, Benfica e Dinamo Mosca. Qualcuna meno ricca gli servì per allacciare utili legami con la politica. Democristiano dichiarato e iscritto alla sezione DC di Collecchio, aiutò la squadra del cuore del gran senatore Ciriaco De Mita, l'Avellino, in grave crisi finanziaria, con la sponsorizzazione dei succhi di frutta Santàl, del gruppo Parmalat. Riuscì ad aprire una fabbrica di prodotti da forno "Mister day" della Parmalat a Nusco, nell'Avellinese, paese natio di Ciriaco De Mita, gran senatore della DC, ottenendo un finanziamento statale di più di 11 miliardi di vecchie lire quale contributo per gli insediamenti produttivi nelle aree colpite dal sisma in Irpinia del 1980. La produzione iniziò nel 1987, e un anno dopo De Mita, gli chiese anche il salvataggio diretto del sodalizio biancoverde, di cui entrò in possesso, tra il 1988 e il 1994, attraverso la società di costruzioni parmigiana Bonatti SpA, in orbita Parmalat, assegnataria di diversi appalti per la ricostruzione dell’Irpinia".
"Nel 1989 acquisì la proprietà del Parma Calcio. I problemi iniziarono nel 1999, quando acquisì Eurolat dal gruppo Cirio di Sergio Cragnotti per un prezzo esorbitante, oltre 700 miliardi di lire, per consentire a Cragnotti di rientrare dei debiti con la Banca di Roma di Cesare Geronzi".
"Parma e Lazio, Parmalat e Cirio, il bancarottiere Tanzi e il bancarottiere Cragnotti: un legame idilliaco che spinse più volte da una mano all’altra pacchetti azionari o intere industrie. I due industriali, in pochi anni, fecero viaggiare sistematicamente sull’asse Parma-Roma molti dei loro calciatori: Almeyda, Sensini e Verón, appunto, ma anche Fuser, Sérgio Conceição, Dino Baggio e Crespo, preso dalla Lazio nel 2000 versando nelle casse dei ducali 110 miliardi di lire (55 milioni di euro). Senza contare i mancati affari di Salas, rifiutatosi di trasferirsi a Parma, e del bomber Signori, ingaggiato nel 1995 da Tanzi dopo un maxi accordo con Cragnotti ma bloccato alla Lazio dalla clamorosa insurrezione dei tifosi biancocelesti per le vie di Roma. Cessioni di aziende e calciatori, in nome delle plusvalenze e delle valutazioni gonfiate, per far girare soldi virtuali e tappare le falle dei bilanci, con l’altrettanto sistematica compiacenza di Franco Carraro, presidente della FIGC e pure di Mediocredito Centrale, banca di cui sia Tanzi che Cragnotti detennero partecipazioni azionarie".
"Tanzi controllò anche l’Hellas Verona, aggirando il divieto di possesso di due società della stessa categoria previsto dalle norme federali, tramite il prestanome Giambattista Pastorello, suo ex direttore sportivo. Manovrò probabilmente la salvezza del Verona nel 2001, disponendo la vittoria degli scaligeri a Parma alla penultima giornata, prima e unica trasferta vincente dei veneti in tutto il campionato".
"Il Parma di Tanzi, come la Lazio di Cragnotti, vinse tanto. Risultati impensabili, appunto, e irripetibili: 3 Coppe Italia, 1 Supercoppa italiana, 1 Coppa delle Coppe, 2 Coppe UEFA e 1 Supercoppa europea tra il 1992 e il 2002. Questo è quello che importa ai tifosi, e cosa volete che se ne freghino se tutto fu gonfiato e finì in bancarotta, processi, condanne pluridecennali e galere per l'imprenditore che, da solo, con la maxitruffa delle obbligazioni Parmalat, mandò consapevolmente sul lastrico migliaia di risparmiatori".
"Tanzi, insieme a Cragnotti, Berlusconi e Carraro, pompando e falsificando bilanci, sono tra i principali artefici del declino del calcio italiano, consegnato mani e piedi alle banche e alle pay-tv", ha concluso Forgione.
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