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Forgione: "Il Napoli al Castello dei de' Sangro. Svolta epocale, grande operazione di marketing"


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Forgione: Il Napoli al Castello dei de' Sangro. Svolta epocale, grande operazione di marketing

Il Napoli preparerà la prossima stagione a Castel di Sangro, manca solo l'ufficializzazione. Angelo Forgione ne ha parlato in un post sui social.


Il Napoli nella prossima stagione ripartirà da Castel di Sangro, la cittadina abruzzese sarà la sede del ritiro pre-stagionale degli azzurri. Angelo Forgione, scrittore e giornalista, sul suo profilo Facebook, ne ha parlato delineando anche un quadro storico della località abruzzese. "Il comune abruzzese di Castel di Sangro ospiterà il Napoli per i prossimi sei ritiri estivi, con opzione per altri sei. Finisce così la lunga stagione di Dimaro, ormai un villaggio vacanze azzurro in chiusura, che senza i tifosi napoletani avrà di che rimpiangere i bagni di folla degli anni scorsi. Il club di De Laurentiis rompe la recente tradizione, ormai consolidata, delle preparazioni delle squadre di Serie A al fresco delle alpi del Trentino, dell'Alto Adige e oltre. Quella del Napoli è una svolta epocale, un'operazione di marketing territoriale utile alla promozione turistica degli appennini meridionali, giunta per supporto della Regione Abruzzo, che investirà 800mila euro a stagione, ai quali si aggiungerà qualcosa da parte dello stesso comune castellano. Il Napoli rinuncia a qualcosa rispetto agli accordi passati con Dimaro e la Val di Sole, dove l'accordo era di 1.2 milioni a stagione, ma ne guadagna in rapporti con la Federazione, visto che l'accordo è stato orchestrato dal presidente Gravina, uomo di Sulmona e proprietario di quel Castel di Sangro dei miracoli che balzò agli onori delle cronache sportive per le cinque promozioni in dieci anni, fino alla Serie B".


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Forgione prosegue: "Castel di Sangro è a un'ora e mezza di automobile da Napoli. Si prevede un affollatissimo ritiro, pardon, pre-season, ormai si dice così nel calcio moderno. Baracchine ufficiali del club, sessioni di autografi, serate a tema, concerti in piazza. Ci guadagnano tutti, non solo il club: la Regione con la pubblicità, in particolare per il comprensorio sciistico e turistico dell'Alto Sangro, e il Comune con l’indotto locale. Le stime dicono che le presenze nelle località dove si allenano le grandi squadre aumentano mediamente del quaranta percento. Per napoletani e campani sarà una passeggiata recarsi in Alto Sangro, in quella che prima era la porta del Sannio".


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Forgione poi regala alcuni cenni storici: "La cittadina prende il nome dall'omonimo fiume che l'attraversa, e che un tempo dava il nome anche a un intero feudo di proprietà della famiglia di cui fece parte il più celebre Raimondo de' Sangro, settimo principe di San Severo. Stirpe nobiliare inaugurata nell'XI secolo da un suo antenato canonizzato, il benedettino Oderisio, di cui nella Cappella San Severo, nel cuore di Napoli, è posta una bella statua tra le tante. Costui, nel 1093, per onorare il titolo di conte dei Marsi, fece costruire in zona un castello di importanza strategica per affermare la sua autorità sui territori circostanti, e cambiò il suo cognome da Berardi in de' Sangro. Il castello fu distrutto e ridotto a un ammasso di ruderi nel 1228 dalle truppe papaline del cardinale Colonna per punire la fedeltà assicurata a Federico II di Svevia dal Conte Rinaldo II de' Sangro. Il titolo di città fu dato a Castel di Sangro da Carlo di Borbone nell'ottobre del 1744, subito dopo la vittoria a Velletri contro gli austriaci, che avevano provato a riprendersi Napoli, e quasi vi erano riusciti. A salvare le truppe borboniche dall'imminente tracollo, con un imprevisto colpo di coda, era stato proprio Raimondo de' Sangro, colonnello del Reggimento di Capitanata, sferrando un disperato contrattacco con cui aveva messo in fuga i nemici. Così si era assicurato la massima stima del Re, il quale conferì grande importanza alla Via degli Abruzzi, asse commerciale che collegava Napoli alle città dell'Italia centrale. Strada che dopo l'Unità nazionale fu oscurata dai primi governi d'Italia, provocando la miseria di cui peraltro si fece interprete Teofilo Patini, artista nato a Castel di Sangro e sepolto a Napoli, al quale è intitolato lo stadio del "Castello"".

 

FOTO ALLEGATE - Castel Di Sangro, ritiro Napoli 2020 (31 immagini)

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