FIGC-Napoli, le velate "minacce" a De Laurentiis e i due Luciano: "Nel senso che muore?"

Ricordate la famosa scena in cui il professor Bellavista dialoga con il camorrista interpretato magistralmente dal grande Nunzio Gallo?
Ci sono almeno due Luciano cari ai napoletani: uno ovviamente è Spalletti, il tecnico che ha riportato lo scudetto a Napoli dopo 33 anni, l'altro è l'eterno De Crescenzo, uno che Napoli l'ha portata sempre con sè, come uno scudetto sull'anima, in giro per il mondo grazie alla sua meravigliosa arte tra libri, cinema e televisione. In questi giorni in cui si parla del Luciano tecnico quale possibile erede di Roberto Mancini alla guida della Nazionale con relativa querelle tra FIGC e De Laurentiis (che vanta ancora un contratto con il mister di Certaldo e che dunque pretende il pagamento della penale per liberarlo), viene in mente il Luciano filosofo, quello di "Così parlò Bellavista", in particolare la scena con il leggendario Nunzio Gallo nei panni del camorrista.
Sì perché molti opinionisti d'assalto fanno presente in queste ore, in maniera ovviamente sibillina, che se De Laurentiis non dovesse cedere al volere della FIGC di liberare Spalletti gratis, al Napoli potrebbero accadere cose spiacevoli (arbitraggi sfavorevoli? Chissà...), soprattutto quest'anno che potrebbe riproporsi un duello scudetto con la Juventus. E' anche questo il "bello" dei social, mondo nel quale tutti possono dire la loro. Sembra però, in certi casi, di sentire quelle parole del film: "...altrimenti qualcuno della famiglia, potrebbe farsi male". "Nel senso che muore?", risponde il professor Bellavista.
Geppy Gleijeses, attore che recitò in quel film nei panni di Giorgio, il genero disoccupato del professor Bellavista, raccontò che De Crescenzo fu minacciato per aver girato quelle scene. Quella pellicola, molto significativa e ricca di contenuti e spunti, è ricordata soprattutto per le tante battute e risate. E, tutto sommato, anche i post di taluni "cronisti" qualche risata la strappano. De Laurentiis, dal canto suo, da campione d'Italia andrà avanti per la sua strada a testa alta. E soprattutto continuerà a pretendere il rispetto delle regole.






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