Feltri si rivolge ai napoletani: "Inferiori, ma non antropologicamente. Sono stato linciato"

Vittorio Feltri ancora una volta ha cercato di giustificare le sue ormai tristemente famose parole sui meridionali di qualche mese fa.
Vittorio Feltri nel suo editoriale per Libero è tornato a parlare delle sue tristemente famosi parole sui meridionali rilasciate nel corso della trasmissione "Fuori dal Coro" di Mario Giordano. Vi proponiamo uno stralcio del pezzo: "È ora di riaprire il fuoco che pure mi ha strinato. Un paio di mesi orsono, forse meno, ero ospite del programma televisivo «Fuori dal coro» condotto dall'ottimo Mario Giordano. Alle sette di sera registrai una intervista su temi di attualità. Il Governatore della Campania, il simpaticissimo De Luca, aveva da poco dichiarato l'intenzione di chiudere i confini della sua regione. Cosa saggia. Chiamato a commentarla, mi chiesi se tale chiusura fosse solo in entrata o anche in uscita. Precisando comunque che a me non importava trasferirmi a Napoli per lavoro, visto che non avevo e non ho intenzione di fare il posteggiatore abusivo, aggiunsi che il capoluogo vesuviano è abitato anche da gente che non soffre di alcun complesso di inferiorità, ma è inferiore. Il giudizio non era di tipo antropologico, dato che perfino io so che Benedetto Croce non è nato a Cuneo e che Gabriele D'Annunzio non è venuto al mondo a Sondrio. In discussione dunque non erano né potevano essere le virtù intellettuali dei meridionali, bensì il loro livello economico, sociale e civile".
Feltri ha poi aggiunto: "Chiunque sa che il Mezzogiorno soffre di arretratezza in campo produttivo: il reddito dei suoi cittadini è la metà di quello dei lombardi, è devastato dalla criminalità organizzata, è privo di infrastrutture idonee a favorire lo sviluppo. Queste sono verità incontestabili. Nonostante ciò sono stato linciato quasi avessi offeso il popolo del Sud, il quale peraltro si lamenta proprio perché lo Stato non ha mai provveduto a colmare certe lacune che lo rendono appunto inferiore (che non è una parolaccia) al settentrione. È un fatto noto a chiunque conosca la realtà patria. Mi sono preso valanghe di insulti".







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