Feltri: "Meridionali terroni", il giudice lo assolve! Borrelli: "Per i dizionari è un'offesa"

Vittorio Feltri è stato assolto dal reato di diffamazione per aver utilizzato la parola "terroni" in un suo articolo su Libero.
Definire i meridionali “terroni” non è diffamazione. Lo ha sancito un giudice di Cava de' Tirreni, che con una sentenza ha assolto direttore editoriale di Libero Vittorio Feltri, per aver usato l’epiteto – "terroni" – in un suo articolo. A dare risalto alla notizia è il quotidiano Libero che in prima pagina sottolinea: “respinta la richiesta di risarcimento danni mossa da un cittadino campano, che ci accusava di odio razziale e di diffamare i meridionali, e lo ha condannato a rifondere tutte le spese”. Il quotidiano Libero esulta e scrive quanto segue: “Il verdetto stabilisce che, visto che la razza terrona, come la razza polentona, non esistono, perché gli italiani costituiscono un unico aggregato sociale e giuridico, parlare di terroni in genere non è diffamazione, perché il reato richiede destinatari chiaramente individuabili”.
Per il giudice, poi “Feltri esercita «un diritto di critica, espressione della libertà di pensiero», che, come insegna la consolidata giurisprudenza della Cassazione, «non può essere rigorosamente obiettiva e asettica»”.
"Adesso il direttore di Libero e chiunque altro - dichiarano il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli e il conduttore radiofonico Gianni Simioli - potrà definire i meridionali terroni senza alcun timore e forte di una sentenza a suo favore. Definire i meridionali, i campani e i napoletani terroni non è una offesa. A questo punto ci aspettiamo anche una piena assoluzione per le frasi dello stesso direttore sull'inferiorità del sud. Forse sbagliamo noi a pensare che la critica debba svolgersi in modo civile e senza offendere l'interlocutore. Eppure sui dizionari il significato della parola terrone è un: "epiteto offensivo verso individui nati nel sud Italia". In particolare lo Zanichelli spiega che il terrone è: "servo "legato alla terra". Riferimento alle origini servili delle genti del sud; servitù della gleba, nella quale lo schiavo era "legato" alla terra del signore". Per il giudice di Cava che di fatto ha riscritto i dizionari di lingua italiana queste non sono offese. Noi ci permettiamo di dissentire e di sottolineare che con la sua sentenza ha creato un triste precedente".






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