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Ecco perché a Napoli Maradona è amato soprattutto per l'uomo che è stato


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Ecco perché a Napoli Maradona è amato soprattutto per l'uomo che è stato

Giancarlo Di Stadio tratteggia in maniera sopraffina il significato profondo dell'amore che i napoletani provano per Maradona.


Un chiarimento sul perché a Napoli Maradona non è amato "nonostante" l'uomo, ma è amato soprattutto per l'uomo. Semplicemente perché Maradona è un eroe perfetto per quella che è la concezione napoletana (o arcaica) dell'eroe. Non per quella italiana, europea o comunque "moderna". E' l'eroe tragico di greca memoria, non quello "senza macchia e senza paura" di medievale invenzione. Perché Napoli, come ormai poche altre zone dell'Europa, non è nè italiana, nè europea, nè "moderna". E' come la latino-america, la Grecia, il Portogallo o l'Andalusia. Rimasta bloccata ad un'epoca antica, nei costumi, nei valori e nei miti fondanti. Tutto inizia 1200 anni fa quando un barbaro analfabeta di nome Karolus, passato alla storia come Magno, compie un'aberrazione giuridica. Chiama il Papa e si fa incoronare imperatore in cambio di un bel po' di privilegi che stiamo scontando ancora oggi.


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E' allora che nasce il concetto d'Europa, la sua cultura, la sua mentalità fondante. La mentalità dell'Europa attuale è quella cristiano-carolingia. I miti sono i suoi miti, il positivo è il suo positivo. E' un'Europa che si basa sul mito del Dio buono, perfetto, positivo, bravo e bla bla bla. All'apparenza. Perché in realtà stermina il 99% dell'umanità col diluvio universale, ammazza mezzo Egitto, chiede ad Abramo di sacrificare suo figlio, ecc...


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Però è un Dio che in apparenza, formalmente, è perfetto. Che non ha difetti che non sbaglia. L'eroe dell'Europa è modellato così, sull'immagine di questo Dio: il cavaliere senza macchia, l'eroe che fa sempre la cosa giusta, ecc... Questo fino ad arrivare ad oggi, dove il buono deve essere soprattutto un buono formale, dove conta l'estetica, il come fai le cose prima del cosa fai. Fino ai miti d'oggi: gli imprenditori che fanno le peggio porcate in privato ma sono impeccabili in pubblico; i politici tutti sorrisi e correttezza formale; i banali opinion-leader che usano la loro retorica per non scontentare mai nessuno, ecc...

Il punto è che quando Karolus e il Papa si inventano dal nulla un nuovo Impero universale non tutta l'Europa è governata dai carolingi o dalla chiesa cattolica. Ci sono tre zone che non subiscono l'influenza di questa mentalità: il Sud Italia, la Grecia e parte della penisola iberica. Qui la mentalità resta quella greco-romana.

E mentre la mentalità "europea/moderna" viene esportata nel Nord America, quella "arcaica" viene esportata nella latino-america. E solo qui poteva svilupparsi il mito di Maradona, perché Maradona è un mito perfetto per chi è ancora "arcaico", per chi non ha mai conosciuto quella "modernità" di valori europea. Mentre il Dio e i santi cristiani sono esempi di virtù (quasi sempre dopo una necessaria "pulizia"), gli Dei e gli eroi greci, la cui mentalità e i suoi miti fondanti resistono nell'Europa non-carolingia, sono letteralmente degli stronzi. Modellati sui vizi e le virtù umane sono la loro trasposizione ed esagerazione. Sono avidi, iracondi, capaci di grandi cose nel bene e nel male. Tragici nella loro grandezza, decadenti nella loro maestosità. Sono quelli che si trasformano in tori per scopare, che per gelosia e invidia fanno scoppiare guerre, che non esistano a uccidere parenti, a commettere i peggiori peccati. E non si nascondono nel farlo, non cercano un'imbiancata di correttezza formale nei loro comportamenti.

Dio quando fa affogare il mondo lo fa con la scusa (la correttezza formale) del "sono peccatori", Zeus si trasforma in toro e fa nascere semidei in mezza Grecia perché gli va di scopare. Perché mentre per l'Europa cristiana il peccato è mortale e va combattuto o nascosto, nell'Europa greco-arcaica è inscindibile da se stessi, è ciò che ci rende umani. 

I vizi e gli sbagli di Maradona lo rendono "cattivo" agli occhi di quella parte di Italia che 1200 anni fa è diventata "moderna" e di quella parte di Napoli che negli ultimi 160 anni l'ha fatto. Ma nella parte più sincera, intima, ancora arcaica, ancora greca di Napoli, così come in Argentina, o in qualsiasi paese della latino-america, quei vizi non sono un "male", ma una parte di Diego. Inscindibile, che contribuisce alla sua figura e lo rende un eroe.

Chiedetevi perché in Brasile Garrincha e Ronaldo sono più amati di Pelè e Neymar.

Chiedetevi perché in Argentina Tevez e Riquelme sono amati più di Messi.

Chiedetevi perché Martin Palermo, che sbagliò tre rigori in una partita è considerato un eroe alla Bombonera.

E capirete perché Maradona a Napoli è amato soprattutto perché era l'uomo Maradona.

Giancarlo Di Stadio


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