Diritti tv, cos'è il "revenue sharing" e quanto incasseranno i club

Perché la Serie A ha votato quasi compatta a favore dell'offerta di DAZN (e SKY)? C'entra anche il cosiddetto "revenue sharing".
La sempre annosa questione relativa ai diritti televisivi si è chiusa nel peggiore dei modi per Aurelio De Laurentiis (favorevole al canale della Lega Calcio): la Serie A, fino al 2029, sarà trasmessa da DAZN e SKY. I club del massimo campionato incasseranno 900 milioni di euro l'anno con DAZN che mette sul piatto 700 milioni di euro per la trasmissione di tutte le 10 partite, di cui 7 in esclusiva, e con SKY che invece farà arrivare alla Lega gli altri 200 milioni di euro per acquistare 3 gare per giornata in co-esclusiva.
A convincere parte dei presidenti è stato il cosiddetto "revenue sharing", espressione inglese che in realtà ha un significato semplicissimo: si tratta della "condivisione dei guadagni". DAZN ha concesso alla Serie A il 50% dei ricavi oltre i 750 milioni di fatturato. Le squadre incasserebbero altri 60 milioni all’anno. È come se le società fossero soci al 50% di DAZN nello sviluppo di un canale da cui incassano la metà dei ricavi senza però correre alcun rischio imprenditoriale.








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