Di Lorenzo ha il gol nel sangue: l'eloquente soprannome di quando era ragazzino
La doppietta del difensore in Italia-Israele, come anche i tanti gol segnati in carriera, non sono casuali per Giovanni Di Lorenzo.

Difficile, nel calcio moderno, trovare un altro difensore che abbia segnato così tanto quanto Giovanni Di Lorenzo. I 28 gol siglati fin qui nella sua carriera da professionista, però, a ben vedere nascono da lontano. E sì, perché Giovanni, ai tempi in cui iniziò a fare sul serio con il calcio, si dilettò da attaccante. Dal 2004 al 2009, l'attuale terzino del Napoli e 'braccetto' destro della Nazionale Italiana, pur avendo un trascorso da difensore e da centrocampista nel Valdottavo, cominciò a giocare da punta: lo fece nelle Giovanili della Lucchese, a due passi da casa, considerando che è nato in provincia, a Castelnuovo di Garfagnana.
Era talmente bravo, già allora, in area di rigore, da meritarsi il soprannome di "Batigol", in onore di Gabriel Omar Batistuta che, tra la fine degli anni '90 e i primi del 2000, era stato il simbolo della Fiorentina ed idolo di tutti i ragazzini della Toscana. Quella sua abilità di trovare la rete gli è rimasta, consentendogli di vivere una carriera ricca di esultanze, probabilmente anche maggiori di quelle che avrebbe sperato.
Antonio Conte era ben consapevole della duttilità e della capacità di Di Lorenzo di riuscire a fare la differenza in entrambe le fasi. Per questo, ad inizio stagione si è battuto fortemente per una sua conferma, sebbene Inter e Juventus lo corteggiassero nel tentativo di convincerlo a lasciare Napoli. Per fortuna, la capacità di persuasione del tecnico leccese è stata superiore alla forza attrattiva delle sirene di mercato.
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