"Demme esempio da seguire, il Napoli sbaglia: mortificazione assurda". Il post di Romano
Antonio Romano, giornalista, fondatore e speaker di Radio Amore Campania, ha commentato la prova di Demme contro il Frosinone.

Antonio Romano, giornalista e fondatore di Radio Amore Campania, ha pubblicato un post in cui ha sottolineato le enormi qualità professional di Diego Demme, mediano del Napoli. Queste le sue parole: "Il mondo del calcio di una volta è finito, gli stessi calciatori non esprimono amore per la squadra in cui giocano, ma solo per il danaro che possono incassare, forti di procuratori (altra figura del calcio moderno che ha contribuito ad avviare il mondo pallonaro alla sua fine). E qualcuno, nel pensare a Rivera e Mazzola, Riva o Juliano, si rende conto che il calcio ormai è altra cosa, nulla a che vedere con quello eroico, pionieristico, quello dei Giggiriva o in tempi più recenti di Dieguito che rifiutano ingaggi per l'epoca faraonici della Juve per l'amore della maglia. Eppure, in questo scenario fatto da mercanti e mercenari c'è ancora un Boomer, un ragazzo perbene, serio e anche buon calciatore: lui è Diego Demme, che porta questo nome perché il suo papà, calabrese emigrato in Germania, volle darglielo in onore del nostro Campione, Maradona".
"E quando fu trattato dal Napoli - ricorda Romano - lui lasciò la sua squadra, il Lipsia, di cui era capitano, in piena corsa per scudetto e Champions, per venire nella squadra dei suoi sogni, che per un po' di tempo si sono avverati, per diventare da qualche anno a questa parte incubi, addirittura quest'anno fuori rosa. Ovviamente senza nulla togliere a Lobotka, che ha più di Diego le improvvise proiezioni offensive, ma in sintesi, sono due geometri del centrocampo. Non mi è facile capire per quale motivo abbia avuto dalla Società questo trattamento umiliante, che non merita per quanto vale e che non dovrebbe essere attuato mai nei confronti di nessuno".
"E ieri, a sorpresa, lo si rimette in campo e, tutto sommato ha disputato una partita ordinata, più che sufficiente, ma all'inizio del secondo tempo gli è stata inflitta una ulteriore mortificazione con la sostituzione: assurdo! Francamente dispiace - ha concluso Romano - e la storia di Diego Demme è il contraltare alle storie di alcuni ragazzotti che dopo tre partite giocate bene e dopo qualche goal segnato autorizzano il solito procuratore a chiedere la revisione del contratto in corso, con significativi aumenti. E come diceva Gino Bartali (per i più giovani era un grande campione di ciclismo) " L'he tutto sbagliato...l'he tutto da rifare ", anche se ormai il tempo per rifare è inesorabilmente scaduto.
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