De Laurentiis, lettera aperta di Pastore: "Due giocatori messi in punizione per infantili dispettucci"
Rosario Pastore, storica firma del giornalismo sportivo italiano, ha scritto una lettera aperta al presidente azzurro Aurelio De Laurentiis.

Rosario Pastore, firma storica del giornalismo sportivo partenopeo, ha scritto una lettera aperta al presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, per mettere in evidenza i punti negativi di questa travagliata stagione: "Buonasera, signor presidente. Almeno spero per Lei che si tratti di una buona sera. Perché, glielo assicuro, per centinaia di migliaia di persone sparse in tutto il mondo e unite dalla stesse origini partenopee, queste ore non sono molto allegre. Non tanto perché la loro squadra abbia perso, ormai è subentrata una specie di abitudine in merito. Ma, come diceva Gianni Brera, Maestro di giornalismo anche se inviso dalle nostre parti, "il modo ancor m'offende". Perché, vede, presidente, si può anche cedere quando ci si trova di fronte ad un avversario forte, ad una squadra che ti fa perdere la testa, a chi dimostra una evidentissima superiorità. Non è questo, purtroppo, quanto è appena accaduto al Maradona. Dove un gruppo di ometti che hanno la spudoratezza di esibire sul petto lo scudetto di campioni d'Italia, hanno dato un'ulteriore dimostrazione di assoluta debolezza, di incredibile insipienza, di resa incondizionata. E questo contro un Bologna bello da vedere, per carità, ma niente affatto trascendentale. O, almeno, non all'altezza d quella squadra che abbiamo ancora negli occhi e nel cuore e che, purtroppo, non esiste più. Perché è stata trascinata nella mediocrità più totale.
Chiarisco, presidente. Lungi da me il proposito di dare a lei la totalità delle colpe. Perché non è lei che si mette in mutande e scende in campo. Dico solo che tantissime sono le sue responsabilità, visto che è lei che conduce il club e ne determina completamente la politica. Perché mi viene in mente la definizione che un illustre, molto, molto illustre collega, diede di lei? "Un adorabile visionario" venne detto di lei. Bene, quest'adorabile visionario è riuscito a distruggere quanto, con acume, con spirito imprenditoriale, con intelligenza e grazie alla competenza e alla preparazione tecnica dei suoi collaboratori di un tempo, aveva creato. E cioè qualcosa che aveva destato l'ammirazione del mondo del calcio. Tanto da riscuotere i complimenti anche dal più importante allenatore in circolazione, quel Pep Guardiola che sta conducendo il Manchester City al suo quarto titolo consecutivo in Premier League. L'adorabile visionario ha lasciato il posto ad un concreto distruttore. Un giorno qualcuno ci spiegherà quali molle abbiano fatto scattare le sue decisioni personali quando, per esempio, non capì l'importanza di Maurizio Sarri. Un uomo che aveva appena sfiorato lo scudetto e che venne praticamente "costretto" ad accettare la corte del Chelsea. O come mai uno Spalletti, che si era appena fatto tatuare sul braccio la testimonianza del suo amore per la squadra e per la città, decise di prendersi l'anno sabbatico. Ah già, lo fece dopo che lei, piuttosto che intavolare un'amichevole chiacchierata, gli aveva comunicato con una fredda pec la sua intenzione di far valere una clausola di prosieguo del rapporto di lavoro.
Ma non voglio rifare tutta la storia, signor presidente. Perché ricordare che a giocatori che avevano appena compiuto un'impresa storica era stato detto che gli eventuali rinnovi contrattuali sarebbero stati al ribasso? Perché riproporre le sua storica dichiarazione su un Napoli che poteva essere allenato da chiunque, condita dal suo proposito di vincere un altro scudetto e, perché no?, la Champions. Per poi affermare, un anno dopo, che vincere due titolo consecutivo non è possibile? Parole che fanno il paio con le famosissime: "Vincere è da cafoni". Signor presidente, come non capire che una squadra che aveva appena stravinto aveva bisogno di attenzioni particolari e non di minacce di minori guadagni. Naturalmente, ai suoi errori, anzi, orrori personali, si sono aggiunti quelli di giocatori che, lasciati in balia di un allenatore che, appena arrivato, gli aveva detto che dovevano dimenticare tutto quanto era accaduto ed eseguire solo il suo verbo, di qualunque verbo si trattasse; e poi, dopo l'iniziale fallimento, la chiamata di una persona perbene ma ormai da anni al di fuori del calcio attivo: un tecnico decotto, osservò malignamente qualcuno; per finire con una terza persona che aveva lavorato sempre da secondo e che era stato catapultato in un lavoro evidentemente molto più grande di lui.
Tre personaggi che hanno creato confusione nelle povere teste dei giocatori e che non hanno avuto i cosiddetti per alcune decisioni coraggiose. Come, per esempio, quella di far riposare a lungo, molto a lungo un Di Lorenzo, copia sbiaditissima del pupillo di Spalletti; o Anguissa, che alla forza fisica a centrocampo assicurava solo un indescrivibile casino; o lo stesso Juan Jesus, al quale è stato affidato il gravosissimo compito di sostituire la colonna difensiva Kim. Per non parlare dell'imbarbarimento di elementi di grande spessore, come Raspadori, per esempio, mai schierato nel suolo a lui più naturale. Sempre Kim era stato sostituito adeguatamente da un ragazzino brasiliano senza alcuna esperienza. Signor presidente, vogliamo parlare, a tal proposito, di due calciomercati deliranti, su quali sono stati presi giocatori a pene di segugio, gente che è stata tenuta a vegetare in panchina, mentre due elementi di una certa consistenza come Zielinski e Demme sono stati messi in punizione per infantili dispettucci, il secondo per ogni impegno, il primo sbarrandogli e porte della Champions: un atteggiamento simile a quello del marito che per far dispetto alla consorte fa a se stesso una certa operazione? Mah!
Signor presidente, qualche anno fa lessi un bel libro di uno scrittore napoletano. Il titolo era "Scuorno". Per i non partenopei, "vergogna". Quello scuorno che in tanti abbiamo sentito non per un turno, un mese, un girone, ma quasi per tutta la stagione. A cominciare dall'eliminazione dalla coppa Italia; e poi in Champions, certo, contro un avversario validissimo ma che doveva essere affrontato con altro animo. Ancora una volta, signor presidente, le voglio ricordare quanto ha confidato recentemente un suo collega che si chiama Corrado Ferlaino, che la Provvidenza ce lo conservi a lungo. Ferlaino ha commesso i suoi errori, chi lo nega? Ma almeno non aveva scatenato contro di sé e, quindi, contro il Napoli il firmamento federale e di Uefa, compreso quello arbitrale. Per carità, Pairetto, che porta il cognome di un papà famoso, è solo mediocre, non credo assolutamete in malafede. Ha concesso un rigore che non c'era, ne ha negato uno che c'era; ha consentito che Kvara venisse maltrattato spudoratamente, addirittura girando la frittata e ammonendolo per proteste. Non è di Pairetto che parlo ma dell'atmosfera generale che il mondo arbitrale ha esibito nei nostri confronti. Il Napoli è antipatico, presidente. E forse, invece di mandare il suo Lombardo a comunicare che tecnico e giocatori non avrebbero messo la loro faccia e che era stato deciso l'ennesimo, inutile, ridicolo silenzio-stampa; invece di fare ammuina perché il Napoli dovrà giocare a Firenze venerdì 17 (questa Napoli tutta pizza, mandolino e superstizione), si chieda perché siamo così invisi e non piaciamo alla gente che piace. E perché quei poveri trentamila supereroi abbiano lasciato ancora una volta, avviliti e vergognosi, lo stadio del trionfo, intitolato a quel dio del calcio che ci aveva insegnato com'è dolce vincere. Con osservanza, presidente". Ha concluso Pastore.
INTERVISTE - 18/05/2026Cheddira super, l'attaccante del Napoli segna doppietta con il Lecce: "Grande emozione"
CAMPIONATO - 17/05/2026Conte ha concesso due giorni di riposo alla squadra dopo Pisa
CALCIOMERCATO - 17/05/2026TMW - Napoli, tentativo per Maresca. Sarri-bis, all'interno della società non tutti sono d'accordo
ALTRE NOTIZIE - 17/05/2026Buongiorno festeggia la Champions con una frase in napoletano. Anche Alisson gioisce
INTERVISTE - 17/05/2026Venerato: "Chi ama il Napoli deve dire solo grazie a Conte. De Laurentiis ha già deciso l'erede. Onore al grande Oriali"
INTERVISTE - 17/05/2026Losapio: "Nei giorni scorsi Conte ha confidato di voler andare via. Il mister verso nuova avventura"

Uno dei Napoli peggiori dell'era De Laurentiis
Perché Milinkovic-Savic non è un portiere adatto al Napoli
Anan Khalaili, chi è il calciatore che piace al Napoli: il baby Hakimi
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
