"De Laurentiis e l'asino di Buridano, non ha firmato per la Superlega: tre motivi"
Sulla pagina "Il Napulegno", a firma di FraMa, un articolo per analizzare l'atteggiamento del presidente del Napoli in relazione alla Superlega.
"L’asino di Buridano", questo il titolo di un articolo a firma di FraMa sulla pagina Il Napulegno su Facebook: "De Laurentiis non ha firmato il documento condiviso da 11 club di serie A, che chiede sanzioni contro Juve, Inter e Milan. Perché? Le ragioni mi sembrano almeno tre. Innanzitutto, il Napoli è tra le possibili squadre di contorno della Superlega, e siccome il progetto cova ancora sotto la cenere degli sputi e delle pernacchie da cui è stato apparentemente seppellito dall’opinione pubblica, dai tifosi e dalla gran parte del sistema calcio, De Laurentiis non vuole prendere posizioni definitive, che potrebbero pregiudicarlo in caso di ripresa del progetto. Florentino Perez è stato chiaro (“la Superlega va avanti”) e nessuno dei tre club italiani ha inviato una lettera formale di disimpegno dall’operazione, come avvenuto per alcuni club inglesi coinvolti. Per questo De Laurentiis, che aveva probabilmente principi di accordo su un sistema di inviti a rotazione per i club di fascia media, sta per ora come un pesce in barile".
Poi si legge: "In secondo luogo, De Laurentiis si è schierato con Juve, Milan e Inter contro Dal Pino anche sulla recente assegnazione dei diritti TV a Dazn/Tim. E questo è un altro elemento da considerare, perché il Napoli è stato favorito nella ripartizione dei nuovi accordi (oltre 88 milioni di euro, meglio della Roma) e questi favori evidentemente hanno un prezzo, quello della neutralità sul tema Superlega. Infine De Laurentiis, non da oggi, sogna, contro Gravina e la FIGC, di staccare la Lega Seria A dal sistema federale costruendo una sorta di Premier League italiana. E l’accordo con Dazn/TiM senza ingresso dei fondi apre anche in teoria a questa prospettiva. Ma senza Juve, Milan e Inter non si va da nessuna parte, per cui anche questo obiettivo di lungo termine consiglia prudenza e doppio gioco. A De Laurentiis poco importa dell’avidità e dell’arroganza del progetto Superlega, meno ancora dei tifosi del Napoli e di un’idea di calcio più popolare e democratica. Per lui la FIFA, la Uefa e la FIGC sono ferrivecchi da archiviare (e su questo ha indubbiamente ragione, ma per motivazioni opposte alle nostre e a quelli dei giocatori che si sono schierati in questi giorni e di tutti i veri amanti del football) e quello che conta, l’unica cosa che conta, sono i soldi. E se per averli alla fine ci si dovesse affidare alla Superlega, anche ad anni alterni e su grazioso invito, non ci penserebbe su due volte. Tutto molto cinico, e apparentemente astuto. Ma De Laurentiis dovrebbe ricordarsi dell’apologo dell’asino di Buridano, che aveva accanto due cesti di cibo, ma morì di fame per non aver saputo scegliere in tempo da quale dei due mangiare".






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