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Da Salerno: "Napoli, sagra dell'ipocrisia. Pareggio con Golia: il sogno proibito divenuto realtà"

I media di riferimento dei tifosi granata girano il coltello nella piaga dopo il risultato ottenuto al Maradona.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

02/05/2023 23:16 - Altre notizie
Da Salerno: Napoli, sagra dell'ipocrisia. Pareggio con Golia: il sogno proibito divenuto realtà
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A distanza di giorni, Salerno ancora esulta per il punto strappato in extremis in casa del Napoli e che ha impedito agli azzurri di festeggiare lo Scudetto domenica scorsa al Maradona. "La sagra dell'ipocrisia" scrive TuttoSalernitana, che analizza così quanto successo a Fuorigrotta: "E’ tutto stramaledettamente vero. Lo avevamo sognato, sperato, inseguito nei sogni più proibiti. Lo abbiamo sofferto come non mai, come quel parto in pieno travaglio che non smette di tenerti senza fiato, con lo stomaco bloccato. E ora ce lo godiamo tutto. Siamo emozione e sentimento, siamo quella espressione – macte animo – che solo in pochi oggi, a Salerno, non conoscono il significato, siamo e saremo salernitani. Di nascita o di acquisizione, di salsedine e mare, di rabbia e di dolore. Siamo l’essenza della Bersagliera, nostro simbolo itinerante. Siamo quell’identità di popolo che altri hanno smarrito inseguendo il proprio smisurato ego, la propria saccenza, tipica di chi si sente superiore, il classico snobismo di terza categoria".

E ancora: "La pellicola di questo action movie l’abbiamo girata proprio a casa di “Golia”, tale non solo per l’enorme qualità tecnica della squadra azzurra, ma a seguito di un’escalation di idiozie italiote volte a fomentare odio e recare danni solo ad una parte della singolar tenzone. Sarebbe bastata una parola misurata, un benevolo “veniamoci incontro”, e invece no. Doveva prevalere l’arroganza del più forte, l’esigenza imprescindibile di dover festeggiare “in faccia” al cugino povero, lo straccione di turno, il “cafone” provinciale. Peccato. Poteva essere festa per tutti: per il popolo napoletano (quello appassionato, corretto e solare) che poteva tranquillamente vivere una domenica di avvicinamento ad un traguardo da tutti – e anche dai sassi del Vesuvio – considerato già superato da gennaio scorso, e per il popolo salernitano che aveva ed ha ancora in bilico la pratica della salvezza da conquistare".


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"Poteva essere festa di tutti, ma alla fine ha prevalso il volere di uno solo dei due contendenti: rimandiamo 3 partite, spostiamo eventi, organizziamo zone rosse fino al mattino successivo perché abbiamo il “diritto” di festeggiare, ora e subito, il nostro scudetto".

"Che poi ne vada di mezzo il cammino salvezza della Salernitana, costretta a giocare mercoledì contro la Fiorentina con una giornata in meno di riposo, ad arrivare a Napoli con l’autobus in mattinata a poche ore dal match, senza poter fare sosta in albergo nemmeno per il pranzo, conta meno di niente. Ma proprio mentre saltavano in aria i tappi dello spumante e stavano per essere accesi i fuochi pirotecnici è accaduto l’impossibile. C’è chi scongela il sangue una volta all’anno e chi lo congela, ma per sempre".


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