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Come sarebbe il Napoli di Luis Enrique tra 4-3-3, continuitā con Spalletti e spettacolo


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Come sarebbe il Napoli di Luis Enrique tra 4-3-3, continuitā con Spalletti e spettacolo
© foto di Image Photo Agency

C'č anche il tecnico spagnolo nella lista dei possibili eredi di Luciano Spalletti. Piace per la sua filosofia e per il gioco che pratica.


Luis Enrique è uno dei possibili eredi di Luciano Spalletti per la panchina del Napoli. Il tecnico spagnolo piace molto anche ai tifosi partenopei, almeno a leggere i social. E questo perché l'ex Barcellona potrebbe dare continuità al discorso tattico del mister di Certaldo soprattutto sul versante del possesso palla. Nato a Gijon, da calciatore ha visto la sua carriera decollare al Real Madrid poi il passaggio al Barcellona dove ha vinto 3 vittorie nella Liga, una Coppa delle Coppe e una SuperCoppa UEFA. Quindi è approdato in nazionale (62 presenze). Dopo aver ultimato la carriera da calciatore, ha iniziato quella da allenatore e nel 2004 ha iniziato proprio nel club blaugrana sostituendo poi Pep Guardiola nel Barcellona B.

Nella stagione 2011/12 ricordiamo la sfortunata avventura con la Roma chiudendo al settimo posto. Si intravide comunque un ottimo gioco. Dopo un anno di riposo, nell’estate 2013 la prima occasione nella Liga, con il Celta condotto ad una salvezza tranquilla. L'ottimo risultato convince il Barcellona per il dopo Gerardo Martino. Il primo anno è subito brillante, Luis Enrique centra il triplete: fondamentale la vittoria in finale di Champions contro Juventus (3-1). Poi vince Supercoppa UEFA, Mondiale per club e domina in Spagna vincendo un’altra volta la Liga e altre due volte la Copa del Rey. Successivamente, dopo un anno non facilissimo ed un altro di pausa, diventa CT della Spagna, che brilla nel gioco ma non nei risultati: fuori in semifinale contro l’Italia agli Europei, agli ottavi col Marocco ai Mondiali in Qatar, in entrambi i casi ai rigori. Dopo i Mondiali ha lasciato l’incarico. 


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Ricordiamo che Luis Enrique ha perso una figlia, Xana, 9 anni, a causa di tumore alle ossa. Il calcio di Luis Enrique parte da un 4-3-3 di base, possesso palla e calcio totale con tutti i calciatori coinvolti nella costruzione gioco, soprattutto i terzini che all'occorrenza diventano mezze ali proprio come nel Napoli di Spalletti. Anche Luis Enrique chiede pressing e recupero palla una volta persa.  

Sul piano caratteriale, lo spagnolo è diverso da Spalletti che tende a coinvolgere tutti i calciatori nel progetto anche se poi qualcuno lo lascia per strada pur chiedendogli scusa se non lo fa giocare. Luis Enrique, invece, è integralista in questo senso: chiede ai suoi giocatori di compattarsi alle sue idee. 


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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