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Clamore per lo Scudetto sottosopra, la "spiegazione" del Movimento Neoborbonico


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Clamore per lo Scudetto sottosopra, la spiegazione del Movimento Neoborbonico
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Lo Scudetto del Napoli steso sottosopra allo Stadio Maradona ha suscitato grande curiosità ed interessa, arriva il commento dei neoborbonici.


Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico, commenta la trovata dei tifosi del Napoli di stendere lo Scudetto sottosopra in curva B durante Napoli-Fiorentina: "Bottino di guerra, Napoli Campione in Italia", La storia che cambia anche in curva. Quello tra virgolette è il testo di uno striscione apparso in Curva B con un grande scudetto capovolto. Non sappiamo chi siano gli autori e questo lo rende ancora più significativo. E sappiamo che racconta una verità amara ma... vera. Ed è una sintesi di storia e questione meridionale con un aspetto culturale chiuso in una preposizione ("in" e non "di"). In poche parole la risposta ad una domanda ricorrente ("se non vi sentite italiani perché festeggiate la vittoria del campionato italiano?"). In poche parole la risposta al razzismo di mezza Italia tra cori (impuniti), minacce e pestaggi contro i festeggiamenti, bugie offensive sulle feste pagate con i redditi di cittadinanza, i 3 scudetti (in tutto) vinti al Sud sui 119  assegnati, gli scudetti scippati, un sistema-calcio malato e una storia bugiarda che dura da 160 anni e che passa anche per queste feste azzurre in tutto il mondo. Ma se a Parigi, Londra, Milano, Torino o a Rio, a New York o a Buenos Aires ci sono tanti Napoletani al punto, tra l'altro, che Napoli è la quarta o quinta città per numero di Napoletani, da un lato siamo felici, dall'altro dobbiamo riflettere su un'Italia che da 160 anni costringe milioni di meridionali a partire senza garantirgli i diritti che altrove sono garantiti e senza rispettare neanche la Costituzione. Anche per questo quello striscione racconta una verità".


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Inoltre, De Crescenzo, ha aggiunto: "Anche per questo il Napoli rappresenta una nazione con la sua identità forte e chiara ed ecco perché, come hanno evidenziato molte tv e molti giornali, i simboli delle Due Sicilie in questi giorni sono ormai così numerosi e associati al Napoli (e al Sud e all'orgoglio). Allora siamo fieri del fatto che certe tesi siano passate da manifestazioni, libri e convegni neoborbonici alle curve, in attesa che tutto questo serva a formare nuove, fiere e vere classi dirigenti napoletane e meridionali in grado (finalmente) di rappresentare la nostra terra e la nostra gente. E magari quel giorno non ci sarà più bisogno di mettere quegli striscioni". Ha concluso il noto professore.


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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