Ciro Ferrara si emoziona, lettera commovente a Maradona per lo Scudetto del Napoli
Bellissime le parole di Ciro Ferrara dedicate a Diego Armando Maradona nell'anno in cui il Napoli ha vinto il terzo titolo.

Lettera di Ciro Ferrara a Diego Armando Maradona. L'ex difensore azzurro si è rivolto idealmente all'indimenticato numero 10 azzurro, rivolgendogli un pensiero nell'anno del terzo Scudetto del Napoli. Questo il suo pensiero affidato ai microfoni di DAZN: "Ogni anno, il 10 maggio c’è l’usanza, per noi a Napoli di onorare lo scudetto. Ognuno deve fare la 'creanza', ognuno deve avere ‘stu pensiero. Quest’anno, come a Totò nella Livella, è capitata un’avventura, l’avrai sentito dire, Diego, anche se riposi, in fondo non sta passando sotto silenzio. L’attesa è finita. Questo è il rumore che fa la gioia. La capolista se ne va. Ci sono di nuovo bandiere alle finestre, nei vicoli, nelle piazze e tutto intorno alle fontane. Anche i marciapiedi sono azzurri. Per le strade di Napoli, tutti stanno posando i piedi sul colore della gioia. Te li ricordi i tamburi? Adesso è tutta 'na tammurriata, 'na tammurriata azzurra. 33 è il simbolo degli anni di Cristo: significa sacrificio, amore assoluto, sofferenza, passione.... Lo so che non ti scandalizzi per questa mescolanza tra sacro e profano. Questa città ha pregato te come prega i santi affinché sciolgano il sangue e la proteggano. E' sempre qualcosa più di se stessa, Napoli. Mette la malinconia in un giorno di festa e si fa una risata nei giorni della disperazione. Ti fa credere di essere ‘o paese d’’o sole e poi ti accoglie con la pioggia; la pioggia che cadeva quando segnasti il tuo gol più incredibile alla Juve".
Ferrara ha poi aggiunto: "Quando c’eri tu, lo stadio portava il nome di un santo, e adesso porta il nome tuo. Il nostro vecchio campo Paradiso è abbandonato. Sembra una di quelle città fantasma nel vecchio West. Ma il vero paradiso è in giro".
"33 sono stati gli anni, ma i sogni di più, molti di più. Milioni. Divisi tra quelli che si potevano solo sognare e quelli che abbiamo potuto accarezzare. Qualcuno è svanito all'improvviso. Questo sogno, invece, Napoli lo sta stringendo, come si stringe un amore, un giocatolo, un figlio. Se oggi tu fossi qui, io saprei cosa fare, Diego. Ti direi quello che non ti ho detto mai. O forse dovrei dirti: Che te staje perdenno...".
Diego, i morti, a Napoli non, se ne vanno mai: sono i ricordi di un amore che non ci lascia. Sono spiriti guida, come i 'munacielli'. Lo sai come sono fatte certe mani misteriose... Come la mano di qualcuno che lassù ti ama".
"È piena di turisti, Diego, la tua Napoli. Vengono a vedere i set delle serie tv, i posti al sole, il mare fuori. Stasera, sono venuti a vedere i tuoi murales e la città dipinta. Vengono per capire l’inspiegabile, il ricordo di un amore che ci parla e non ci passa. Eccola, Diego, la lettera di Napoli per te. Guarda un’ultima volta quaggiù. Nessuno è più bella di Partenope stasera".
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