Chelsea, ecco perché Abramovich si è dimesso. Ora ha un ruolo decisivo per la pace
Un portavoce del Chelsea conferma la partecipazione del magnate russo ai colloqui in Bielorussia: "È stata la parte ucraina a contattarlo per favorire la pace".
Nell'esatto momento in cui è scoppiata la guerra tra Russia e Ucraina, il magnate russo Roman Abramovich, da sempre vicino a Putin e al Cremlino, ha preso l'amara decisione di lasciare la presidenza del Chelsea affidando la gestione del club londinese agli amministratori e ad una Fondazione benefica per proteggere la squadra da attacchi politici e mediatici, evitando così anche sanzioni economiche. Ma la sua figura rimane decisiva e centrale rispetto allo scenario geopolitico.
Secondo Jerusalem Post, Abramovich sarebbe "stato richiesto dall'Ucraina per aiutare nei colloqui e ha viaggiato fino in Bielorussia per partecipare alle discussioni". Il miliardario russo è stato praticamente invitato dall'Ucraina a prende parte ai negoziati che stanno andando in scena tra gli esponenti del governo ucraino e quelli della Russia per fare da mediatore e fungere da "uomo di pace" nel conflitto, che cerca una risoluzione. Un portavoce del Chelsea ha sottolineato che è stata "la parte ucraina a contattarlo per dare sostegno alla ricerca di una soluzione pacifica". E lui "ci sta provando fin da quel momento".






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