Cassano: "Mi sentivo invincibile, l'ho riempito di parolacce. Pagherei per tornare indietro"
Nel corso di un intervento ai microfoni della Rai l'ex calciatore Antonio Cassano ha parlato del suo più grande rimpianto nel corso della carriera.

Antonio Cassano ha sempre ammesso di essere stato un personaggio sui generis e di aver commesso tante "cassanate". Tra queste ce n'è una che non rifarebbe per nulla la mondo. L'ex calciatore barese ne aveva parlato nella trasmissione L'avversario, condotta da Marco Tardelli su Rai 3: "Tra tutto quello che ho fatto nel calcio, l'unica cosa che non rifarei, e pagherei per tornare indietro, è stato mancare di rispetto a Garrone. Lui mi aveva chiesto con educazione di andare a ricevere un premio, quello del miglior giocatore della stagione, a Sestri Levante".
"Io da invincibile gli dissi: "Io non vado, non mi frega niente". Lui continuò e mi disse: "Visto che tu non vuoi accettare io te lo chiedo da presidente, visto che sei un tesserato della Sampdoria". Li gli mancai di rispetto, dicendo delle parole, parolacce, e mi ricordo che andò via nero, senza dirmi una parola, giù di morale, non mi disse niente. Tu pensa che ogni lunedì veniva a casa di mia mamma a mangiare le orecchiette, avevamo un rapporto padre figlio, mi sono sentito una m***a" aveva concluso Cassano.
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