Caso Pantani, parole choc di un pentito: "Giro 1999, la camorra rischiava la bancarotta"
La nuova inchiesta aperta dalla Procura di Trento si basa sulle dichiarazioni rilasciate da un collaboratore di giustizia.

A venti anni dalla morte del 2004, Marco Pantani potrebbe trovare finalmente pace. Ieri è arrivata la notizia dell'inchiesta riaperta dalla Procura di Trento sul Giro d'Italia 1999. Il Pirata fu estromesso dalla corsa rosa per il tasso di ematocrito più elevato del consentito. Ma nel corso di tempo si sono sollevati tanti dubbi sulla reale infrazione del ciclista romagnolo. Il nuovo filone si base sulle parole rilasciate da un collaboratore di giustizia alla Commissione Antimafia: "Se Pantani vinceva il Giro il banco saltava. E la camorra, l'alleanza di Secondigliano, avrebbe dovuto pagare diversi miliardi in scommesse clandestine e rischiava la bancarotta".
"Un primo profilo di criticità attiene alla individuazione dell'orario del prelievo ematico effettuato su Marco Pantani a Madonna di Campiglio: 8.50 secondo gli atti giudiziari, 7.46 nelle certificazioni dell'Uci. Su tale questione si ravvisano carenze investigative. E poi le dichiarazioni dei medici non sono risultate tra loro coerenti: contraddizioni sono emerse in ordine alle persone presenti al prelievo, alle circostanze relative alla comunicazione degli esami, alla obbligatorietà dell'applicazione del laccio emostatico e all'applicazione del medesimo a Marco Pantani" si legge ancora in altri verbali di cui ha preso visione LaPresse.
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