Calciopoli, Giraudo ricorre al Consiglio di Stato: l'ex Juve non si dà pace

L'allora Amministratore Delegato della Juventus Antonio Giraudo prosegue la sua battaglia legale dopo essere stato radiato a vita per la vicenda Calciopoli
Antonio Giraudo, in passato Amministratore Delegato della Juventus, radiato dalla Giustizia Sportiva dopo la sentenza Calciopoli del 2006, continua a portare avanti la sua battaglia legale. L'iter giudiziario prosegue da tempo e sembra non vedere fine. Giraudo si era rivolto al Tar del Lazio, che – come svelato da Calcio e Finanza – ha pubblicato le proprie motivazioni definendo "inammissibile per difetto di giurisdizione" il ricorso contro la radiazione a vita. Al centro del procedimento la incompatibilità della legge 280/2003, quella che disciplina la Giustizia Sportiva secondo il criterio della specificità dello sport, rispetto ai principi del diritto comunitario, che gli avvocati di Giraudo avrebbero voluto rimettere alla Corte di Giustizia Europea.
Giraudo, adesso, è pronto a rivolgersi al Consiglio di Stato. "Avremmo preferito che il Tar - spiega il suo avvocato - entrasse nel merito della legge 280/2003, invece ha soltanto posto una questione di giurisdizione. Mai nessuno intende esprimersi nel merito, nessuno dà torto o ragione al dottor Giraudo. Avrei preferito sentirmi dire che non aveva diritto a un euro di risarcimento, almeno si arrivava a un dunque invece si rimane sempre nel limbo. Il dottor Giraudo è molto determinato ad andare fino in fondo. Stiamo valutando il da farsi ma posso anticiparle che ricorreremo sicuramente al Consiglio di Stato per impugnare la sentenza del Tar del Lazio e, nel contempo, andremo anche dal giudice ordinario, come scritto dal Tar".






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