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Calcio femminile, si riparte: siamo sicuri che sia la scelta giusta? Contratti, protocolli e spese


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Calcio femminile, si riparte: siamo sicuri che sia la scelta giusta? Contratti, protocolli e spese

Alessandro Pennestri, noto agente del calcio femminile, ha fatto il punto sulla ripresa della Serie A.


Nelle ultime ore sui social e in giro per il web si leggono centinaia di articoli ed opinioni positive sulla ripresa del campionato femminile di Serie A, anche a seguito delle dichiarazioni del Ministro Spadafora e del presidente della FIGC Gravina in tale direzione. Tutti sembrano considerare molto positiva la ripresa a metà luglio del campionato di Serie A, cogliendo solo l’aspetto emotivo di tale scelta, una sorta di uscita dalla "clausura" che questo assurdo virus ci ha imposto in questi due mesi. Ma vorremmo accendere un riflettore su di un aspetto che non va trascurato, anzi. Cosa significa per tutti gli addetti ai lavori, alle società, alle atlete, una ripresa a luglio con i protocolli sanitari (uguali o quasi) al calcio maschile? Questo mio contributo, spero vi aiuti a stabilire una opinione più approfondita sull’argomento. Alla fine, dopo averlo letto, mi direte se la vostra opinione è la stessa o sarà cambiata. Buona lettura…..


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Innanzitutto, la ripresa a metà luglio imporrà che da subito (inizio di questo mese di giugno) si debba riprendere con gli allenamenti e quindi dopo 3 mesi di sostanziale sospensione atletica, una vera e propria ripartenza fisica (una preparazione effettiva precampionato). 4 settimane di lavoro intenso, in un periodo particolare della stagione (giugno e luglio notoriamente "freschi" a queste latitudini), dopo un campionato intero sulle gambe, senza considerare lo stress psicofisico che le atlete avranno, a mio avviso espone ad un elevato rischio di possibili infortuni.


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Inoltre, la questione contrattuale. Quante calciatrici sono in prestito dai loro club originari (in campionati conclusi per il Covid e che quindi normalmente riprenderanno) e che dovranno li ritornare entro il 30 giugno prossimo ? Quei club che le hanno sostenute per 3 mesi, ora che serviranno, se le vedranno ritornare nei loro paesi senza un accordo diverso, allo stato molto difficile. Per non parlare di quelle atlete ritornate nei loro paesi di origine, durante il lockdown, e che ora dovranno ritornare. Ma come? In alcuni paesi nel mondo, gli aeroporti sono chiusi causa Covid, almeno sino a fine giugno, come faranno a far ritorno? Poi c’è la quarantena, la faranno? E quelle che non potranno tornare? Le loro assenze, non falseranno il campionato 2019-2020?

Poi, aspetto fondamentale, è il protocollo sanitario. Tutti sembrano essersi dimenticati perché ci si è fermati, e perché siamo stati confinati nelle nostre case per 3 mesi quasi. Ora, dando per assodato che il protocollo per il calcio femminile ancora non è stato ufficializzato, e lo sarà nei prossimi giorni, possiamo ipotizzare che sia molto simile (per non dire uguale) a quello del calcio maschile. Sapete cosa significa? Ora vi do qualche ragguaglio, per esempio sulle trasferte. Se un club deve andare a giocare fuori casa, cosa dovrà considerare per gli spostamenti? L'aereo? Dovrà utilizzare un volo charter dedicato ai soli membri della squadra. Il treno? Dovranno essere considerate 2 carrozze dedicate alla squadra, con prenotazione interamente a carico del club. Il Bus? 2 bus per la squadra per garantire il distanziamento sociale. Questo considerando solo le trasferte. 

Vogliamo parlare del protocollo di sanificazione dei materiali, campi, luogo e attrezzature varie, per ogni singolo allenamento? Ora, facendo salvi i club che hanno “uso esclusivo” di una struttura (davvero pochi) che comunque avranno un bel costo, ma gli altri? Molti club hanno in condivisione con altri lo stadio per gli allenamenti, e spesso questo stadio è anche di proprietà di un comune o altro ente locale. Ce li vedete questi club ed i loro dirigenti dover combattere con le amministrazioni per avere la possibilità di eseguire tutto ciò che è prescritto? Siamo sicuri che poi qualcuno li autorizzi? 

Ora nella convinzione che chi ha preso questa decisione, o voglia prenderla in tal senso, lo faccia davvero considerandola un bene per il calcio femminile, e non che sia totalmente incompetente in materia (non è una offesa, ma credo che chi debba scegliere sia tenuto a conoscere le cose prima di farlo), la domanda che ci stiamo ponendo è: 

MA TUTTO QUESTO QUANTO COSTERA'? QUALE SARA' LA SPESA PER SOLE 6 GIORNATE DI SERIE A? 

Non sarebbe molto più proficuo, per il movimento, che il contributo che si sta negoziando con il governo sia ben speso per fare tutto questo? Forse non meglio dirottarlo per organizzare l’intero CALCIO FEMMINILE per la prossima stagione, investendo si in salute e sicurezza, ma anche per rendere maggiormente efficiente il “sistema calcio femminile”? Spero ora abbiate le informazioni più dettagliate possibili per avere una vostra opinione. 

A cura di Isabella Lamberti 


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