Cajuste disse: "Mi ispiro a Pirlo e Busquets per vedere il gioco un centesimo di secondo in anticipo"
Andrea Pirlo e Sergi Busquets sono i modelli di riferimento di Jens Cajuste, come raccontò lo stesso centrocampista quando era allo Stade de Reims

Jens Cajuste sta stentando a trovare spazio nel Napoli, dopo i diversi cambi di allenatore avvenuti in questa stagione. Da quando Francesco Calzona è succeduto a Walter Mazzarri sulla panchina di Fuorigrotta, le apparizioni del centrocampista svedese sono infatti scese ad appena 5, per un totale di 641 minuti in Serie A e 156 in Champions League, alla sua prima esperienza italiana. E dire che, quando gli azzurri hanno deciso di prelevarlo dallo Stade de Reims in estate, se ne diceva un gran bene. Non è un caso che il presidente Aurelio De Laurentiis, spinto dalle buone relazioni stilate dallo staff del Responsabile Scouting Maurizio Micheli, abbia investito 12 milioni di euro per portarlo in Campania.
Classe 1999, dal ventiquattrenne talento scandinavo ci si aspettava forse qualcosa in più, ma piccoli acciacchi ne ha condizionato il rendimento e gli avvicendamenti tra i vari allenatori hanno fatto il resto. Da tempo, anche all'estero, si parla di lui come di un ragazzo dalle grandi potenzialità. Il Reims, addirittura, lo presentò come calciatore "dalla tecnica raffinata, che abbina all'arte della semplicità in qualsiasi situazione". Lo stesso Cajuste, alla sua prima intervista in Francia, ammise si ispirarsi in particolare ad Andrea Pirlo e Sergio Busquets: "Cerco di rifarmi a loro per il modo di vedere il gioco prima degli altri, di avere quel centesimo di secondo di anticipo" furono le sue parole.







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