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C'è una cosa che nessuno ha detto su Napoli e Geolier

Geolier è il rapper più in voga del momento, una ulteriore medaglia per la Musica partenopea, universalmente riconosciuta.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

09/02/2024 16:07 - Altre notizie
C'è una cosa che nessuno ha detto su Napoli e Geolier
© foto di Image Photo Agency

Geolier sarà tra le parole più cliccate su Google del 2024, su questo non vi è alcun dubbio. Mentre il rapper partenopeo continua la sua ascesa "sanremese", sarebbe opportuno chiarire una cosa a chi marcia sullo stereotipo stantio e superato verso il napoletano e la città di Napoli. C'è una cosa che in molti snobbano, anche tra i napoletani, e che finora nessuno ha rimarcato sulla Musica Napoletana, nessuno ha "osato" dire. Che Geolier si affermi a livello nazionale o internazionale o planetario nel suo genere rap, può solo far piacere. Sarebbe un plus da aggiungere ai tanti altri nomi che sono partiti da Partenope e hanno fatto la storia della Musica. Il giovane cantautore napoletano, tra l’altro é stato intelligente a non portare la solita storia di riscatto sociale, facendone quasi una questione di  "geopolitica" nel testo stesso (come accaduto in passato con altri autori). Meriterebbe il trionfo anche solo per questo. Geolier a Sanremo 2024 ha imposto una storiella giovanile, che emotivamente non trasmette nulla, ma evidentemente agli amanti del genere piace, e melodicamente ha il suo perché, come ha evidenziato anche Bob Sinclair, uno che di musica ne mastica, eccome. 

In tutto questo ambaradan va anche compresa la mobilitazione di quella Napoli popolare endemicamente e congenitamente “sanfedista", perché qualsiasi cosa venga “tolta” agli “altri” italiani, vinta e portata a Sud, viene vista come bottino di guerra, tale e quale allo Scudetto del Napoli e il fatto di per sé stucchevole dei Campioni “in” Italia della scorsa stagione (E' l'Italia a doversi fare due domande sulle ataviche differenze nord-sud, non certo i napoletani). 


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Ma a questa Napoli tiktokera e superficiale, pure quella radical chic, come quella delle "saittelle" (i tombini, ndr.), fino ad Amadeus, andrebbe ricordato che non si stava aspettando Emanuele da Secondigliano per suffragare la grandezza partenopea nel mondo della Musica. Da che mondo é mondo la città di Napoli é riconosciuta universalmente per questa sua grande peculiarità ed è cantata indistintamente da Tokyo a Stoccolma, da San Paolo del Brasile a Basilea, da Voghera fino in Groenlandia da secoli, di certo Napoli non aveva bisogno dell’orecchiabilissima “i p me tu p te” per sentirsi melodicamente riconosciuta e fiera di esistere.

Mozart veniva a suonare a Napoli, da Paisiello al maestro Muti, per non citare i soliti Caruso, E. A. Mario, Bovio e Pino Daniele, Napoli nella Musica come in tutti gli altri campi delle Arti e della Cultura, non deve dimostrare niente a nessuno, in eterno, cari napoletani e soprattutto... cari settentrionali. Forza Geolier.


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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