Barcellona, la favola di Braithwaite. Dalla sedia a rotelle alla doppietta in Champions League

Il giocatore del Barcellona ha avuto un'infanzia molto difficile, ieri ha realizzato una doppietta in Champions League.
Martin Braithwaite è stato il grande protagonista della gara Dinamo Kiev-Barcellona, a molti il suo nome non ricorda molto. Il ragazzo, 29enne, ha alle spalle una storia molto toccante. Ieri ha realizzato una doppietta in Champions League, chi l’avrebbe mai detto. A soli cinque anni gli venne diagnosticata la sindrome di Legg-Calvé-Perthes, una rara malattia ossea che colpisce bambini e bambine, dovuto a un insufficiente supporto di sangue alla testa del femore, che comporta un rischio di deformazione. Martin Braithwaite fu costretto a sedere su una sedia a rotelle per due anni: “Non potevo fare le cose che gli altri bambini riuscivano a fare e necessitavo sempre di qualcuno che mi aiutasse per qualsiasi cosa. Era frustrante non poter toccare un pallone, e giocarci”. Chi lo ha visto crescere lo ha raccontato come un bambino innamorato del calcio, sin dai primi mesi.
Una volta guarito, dopo due lunghissimi anni, Braithwaite ha ricominciato a sognare e tornare a correre sui campi da calcio. Una lunga trafila, poi il 9 gennaio 2020 la vita cambia per l’attaccante danese. Lui ancora non lo sapeva, ma l’infortunio al ginocchio di Luis Suárez stava per segnare una svolta definitiva alla sua carriera. Il Barcellona lo chiama. Martin non ci crede. Non ne parla con nessuno finché le cose non si avverano. Ha pure rischiato di far saltare il matrimonio: era sempre al telefono con l’agente e cambiava stanza per non farsi sentire. Tutto ciò che può insospettire una moglie. L’amante in realtà si chiamava Barcellona, lui aveva solo paura di parlarne prima che le cose non si concretizzassero. Ma era tutto vero: sarebbe diventato un compagno di squadra di Messi, il suo idolo. “Se il calcio è una religione, Messi è il suo Dio”, dirà.






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