Benvenuti nel mondo di Raiola, detto Mino. Parola d'ordine e un solo obiettivo in testa
Basso, non bellissimo e in carne. Quando fa una trattativa, perņ, diventa altissimo, affascinante e slanciato. Mino, all'anagrafe Carmine. Per far riferimento a persone come lui, č sufficiente il nome
Basso, non bellissimo e in carne. Quando fa una trattativa, però, diventa altissimo, affascinante e slanciato. Mino, all’anagrafe Carmine. Per far riferimento a persone come lui, è sufficiente il nome. Quando raggiungi certi livelli, il cognome diventa un optional. E in effetti nessuno ancora ha capito se si chiama Rajola, Raiòla o Raiolà come probabilmente lo chiamano a Montecarlo, dove risiede. Sembra un gangster con quell’accento “internescional” che mischia in maniera disinvolta più slang, di tanto in tanto masticando qualcosa. Quando apre bocca ricorda un certo Gaudino, calciatore dello Stoccarda, napoletano emigrante, che fece gol al Napoli nella finale di Coppa Uefa del 1989 sfruttando una papera di Giuliani buonanima. Un po’ guascone, con venature marcate. Che zampillano soldi. Vuoi la villa di Al Capone? E qual è ‘o pobblema, man? A Mino Raiola gliene dicono di tutti i colori. Ciccione è l’offesa più generosa. Lo odiano più o meno tutti. Tranne i suoi calciatori che lo amano e seguono. Da Nedved a Ibrahimovic, da Balotelli a Donnarumma. Perché? Forse perché Raiola Mino le promesse le mantiene.
Nel mondo di Carmine, nativo di Nocera Inferiore, non ci entri facilmente. Serve la parola d’ordine una volta dimostrato il talento (ammesso che non sia lui a scoprirlo): “Mi affido a te”. Se sei un calciatore e vai da Raiola, il motivo è semplice: vuoi guadagnare in relazione al tuo valore. Se sei un buon portiere, ma in Italia faresti al massimo il dodicesimo, lui ti manda a giocare in un altro Paese, dove potresti fare almeno il titolare. Chiaro il senso? Il discorso fatto a Donnarumma? Simile a quello fatto in passato a Ibra, Pavel e Super Mario. Facile immaginarlo, sarà andata più o meno così: “Tra due anni Buffon si ritira, chi sarà il miglior portiere italiano in circolazione? Tu, caro Gigio. Quanto guadagna Buffon? Ok, tu dovrai guadagnare più o meno quanto lui in relazione all’età e giocare la Champions. Il Milan te la può garantire? Si? E allora perché ha paura della clausola rescissoria in caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo?"
Il ragionamento fila. E Galliani una promessa in tal senso l’aveva fatta. Poi è cambiata la società, quelle promesse sono venute meno, Galliani non c’è più. Cosa doveva fare Gigio? Accettare tutto solo perché è tifoso? Ci sono vari livelli di riconoscenza: Raiola lo ha portato al Milan, il Milan l’ha fatto esordire in Serie A a 17 anni. Qual è la colpa di Donnarumma? Aver seguito il consiglio del suo agente con il quale aveva il saldo accordo di non arretrare rispetto alla clausola Champions? E poi, come mai Fassone ha deciso di interrompere le trattative con una improvvisa conferenza stampa? 4,5 milioni per 5 anni, questa l’offerta di un Milan il cui piano finanziario portato all'Uefa in quel di Nyon è stato definito “abbastanza surreale”. Alla voce ricavi – si legge su AffariItaliani - è presente un +200 milioni di euro motivato da "incassi dal mercato asiatico" senza ulteriori spiegazioni. Per fare un esempio, il Real Madrid, il club più solido del mondo, incassa 180 milioni dal mercato asiatico e non si capisce come il Milan, in un anno, potrebbe superarlo.
Non basta: la UEFA nota che nello stesso piano, Fassone ha inserito i ricavi dalla partecipazione alla Champion's League 2018-2019, qualificazione che il Milan non ha ancora ottenuto essendo che la stagione sportiva 2017-2018 non e' neppure cominciata. Il piano finanziario del Milan è quindi respinto in attesa di "chiarimenti".
Il rischio del collasso economico c’è, e Raiola ha fatto solo gli interessi del suo assistito tra presente e futuro. Raiola vuole per i suoi calciatori solo il meglio. Ma chiaramente il meglio lo vuole anche per sé, perché dovrebbe lavorare gratis? In un mondo che sembra ormai aggrappato solo ai soldi, fare la morale a Raiola e Donnarumma per aver semplicemente tutelato i loro interessi, è un esercizio quasi demodé. Baciare una maglia non può e non deve essere una condanna, non equivale ad accettare incondizionatamente tutto solo per amore. I calciatori sono anche un po’ attori e fanno marketing per i loro teatri. Che il calcio (così come una certa inerzia globale) sia da rivedere sul versante delle emozioni e dei valori, questo è un altro argomento. Iniziamo dalle scuole calcio, dai genitori, dagli educatori, dirigenti, presidenti, multinazionali, ad invertire l’unica rotta effimera che ingolosisce tutti e che porta al danaro. Di Hamsik in giro ce ne sono ancora troppo pochi. Nel frattempo sarebbe bello se tutti evitassero, con un fare anche abbastanza “razzista” in senso lato, di offendere Raiola con le solite frasi fatte: “ex pizzaiolo”, “chiattone”, “bandito”. In fondo più o meno tutti vorrebbero avere una pizzeria e mangiare con il tovagliuolo vicino alla bocca. La pizza logora chi non ce l’ha. Apritela voi una pizzeria, fate i camerieri a 11 anni, imparate l’arte di far star bene i clienti, comprate e vendete locali e poi andate da Moggi a confrontarvi senza mai abbassare lo sguardo dopo aver convinto quel gigante di Zlatan a parlare per conto suo. Tutti Mino con il Balotelli degli altri.
Luca Cirillo
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