Beccantini e il terzo Scudetto del Napoli: "Ha bucato in una sola occasione"

Roberto Beccantini ha parlato del terzo scudetto del Napoli di Luciano Spalletti soffermandosi sulla stagione trionfale condotta in Serie A.
Roberto Beccantini, storica firma del giornalismo sportivo italiano, applaude il Napoli di Spalletti vincitore del terzo Scudetto della sua storia: "Il Napoli di Spalletti ha divorato il calendario; ha inflitto distacchi bulgari, come se fosse una tornata elettorale e non un rodeo; ha bucato solo in Coppa Italia, con la Cremonese, e in Champions, per il «fuoco amico» del Milan. Tre, dunque: 1987, 1990, 2023. L’ultimo esterno al triangolo Juventus-Milano-Roma risaliva al 1991, alla Sampdoria di Gianluca Vialli e Roberto Mancini. Nel quadro pittato da Edy Reja Spalletti, da agosto a maggio, da Verona a Udine, spicca la bellezza del gioco. L’ho già scritto e lo ripeto: mi piacerebbe che la squadra del mio cuore danzasse al ritmo di Stanislav «Robotka» e sulla cresta dell’onda del Totem africano, con i dribbling di Kvara-chi? A unire l’epopea della scapigliatura al doppiopetto serioso e seriale delle lavagne".
Inoltre, Beccantini, ha aggiunto: "Scelto per scegliere, Cristiano Giuntoli non poteva scegliere meglio. Formazione facilmente riconoscibile - Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Mario Rui; Anguissa, Lobotka, Zielinski; Lozano (Politano), Osimhen, Kvaratskhelia. E dalla panchina, miniera preziosa, i gol del Cholito Simeone, del macedone Elif Elmas e di Giacomino Raspadori, bolognese di Bentivoglio, autore della rete che sancì la presa della Bastiglia sabauda".
"Come modulo, un 4-3-3 aggressivo, armonico e ormonico. Stile Liverpool etichetta 2019. Mi chiedessero uno slogan riassuntivo, direi: la partita la faccio io. Che è poi l’esperanto del calcio trans-nazionale, come ha dimostrato lo stesso Napoli, dal Liverpool all’Eintracht, sino alle folate di Rafael Leao. I sociologi ci racconteranno il significato antropologico dell’impresa. Gli scrittori ci spiegheranno cosa significa per la pancia di Napoli un’anima capace di volare ad altezze così ardite. Gli economisti ci rammenteranno che non è con i successi sportivi che si risana la malsanità o si batte la Camorra".
"Vi giro, in merito, il celeberrimo duetto fra il pastore sardo e l’inviato della Rai nell’aprile del 1970. Domanda: «Mi scusi, cosa le viene in tasca se il Cagliari vince lo scudetto?». Risposta: «Mi scusi, cosa mi verrebbe se non lo vincesse?». I tifosi si conteranno e si tireranno dietro il solito arsenale di petardi curvaioli, fra pizze, mandolini, Funiculì-funiculà, terroni e polentoni, scudetti a casa Cupiello e Giuliette zoccole. Anche se sono di parte, non sempre giusta come tutte le parti, chapeau". Ha concluso Beccantini.








Niente attaccante? Il Napoli deve prima risolvere un problema
Genoa-Napoli: 0-2, decisivi i cambi di Max! Vergara illumina
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
