"Arrivò a Napoli su segnalazione di Spalletti, decisione azzeccata". Il retroscena

Il Napoli che ha vinto a Frosinone ha mostrato la sua solita capacità di reazione di fronte al vantaggio iniziale della squadra di casa.
Rino Cesarano, giornalista con trascorsi professionali al Corriere dello Sport, ha parlato della prestazione del Napoli in quel di Frosinone, soffermandosi su un azzurro in particolare: "Quasi tutti, parlando della prestazione del Napoli a Frosinone, hanno sottolineato l'importanza di Osimhen, il dinamismo di Di Lorenzo, l'eleganza abbinata a concretezza di Anguissa, la solita geometria di Lobotka, la ritrovata verve di Zielinski. Giustamente, direi. Oggettivamente. Ma, senza urtare alcuna suscettibilità, mi permetto di citare un altro nome che a mio avviso in questa fase (e forse anche in seguito) si sta rivelando estremamente prezioso: è quello di Juan Jesus. Il brasiliano, a 32 anni compiuti, sta mettendo al servizio dei compagni (e della squadra) la sua esperienza, la sua intelligenza tattica, il suo fisico e la sua personalità. Io me ne ero accorto guardando in tv gli allenamenti svolti a Dimaro e Castel di Sangro e lo ebbi anche a sottolineare a Canale 21".
Inoltre, Cesarano, ha aggiunto: "Juan Jesus, ignorato dal calcio che conta due anni fa, finito ormai nel dimenticatoio, arrivò a Napoli grazie alla segnalazione di Spalletti. E nel tempo si è fatto apprezzare dal club tanto che gli ha rinnovato il contratto per un altro anno. Mai decisione fu più azzeccata. Il brasiliano può dire ancora la sua perché fisicamente integro. Può aiutare Natan a capire il calcio italiano. Tranquillizzare Rrahmani, già orfano di Koulibaly e poi di Kim. Rassicurare Meret".
"Insomma, uno che con la sua presenza garantisce personalità e sicurezza a tutti. Un esempio di atleta e di professionista serio e scrupoloso. E lui nelle interviste ama ripetere: "Nel 2011 quando ero in Brasile la prima squadra italiana che mi cercò fu il Napoli ma non mi lasciarono andare". Quando si dice: "Il segno del destino". Oggi Juan Jesus, dopo le esperienze all'Inter e alla Roma, indossa con orgoglio la maglia azzurra con il tricolore sul petto. Alla faccia di chi neanche si ricordava più che fosse ancora un calciatore di livello. E' la sua più grande rivincita. Ed anche oggi vi offro uno spunto per una chiacchiera sotto l'ombrellone.....così evitiamo pettegolezzi gratuiti". Ha concluso Cesarano.






Genoa-Napoli: 0-2, decisivi i cambi di Max! Vergara illumina
Napoli, colpo in attacco: ecco i 3 obiettivi di Manna
Finalmente è fatta! Trattativa chiusa, Allegri accontentato
Gabriel Jesus-Napoli, pro e contro dell'attaccante brasiliano
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it


