Anche in Francia sono pazzi del Napoli, la storia di Mathias e Vincenzo: "Passione pura, ecco Napoli France"
La popolarità del club azzurro non fa che aumentare in Francia: sui social e per strada, si parla tanto del Napoli.

Un bambino su tre, in Francia, se guarda la Serie A, tifa Napoli. Per darvi un'idea della dimensione di questo fenomeno sociologico e sportivo che si sta sviluppando a macchia d'olio oltrefrontiera, vi basti pensare che, fino a pochi anni fa, per le strade di Parigi, Lione, Marsiglia e delle altre metropoli al di là delle Alpi, gli stranieri amanti del campionato italiano indossavano - rigorosamente - le divise di Milan, Juventus o Inter. Le sfoggiavano per fare tutto: la spesa, una passeggiata con la fidanzata o un'uscita al parco. Ora, invece, che si tratti di una seduta in palestra o di andare al supermercato, o di un sabato sera tra amici, ecco che sempre più ragazzi vanno in giro ostentando, con orgoglio, i colori azzurri. E se gli chiedi "Ma sei di Napoli?", convinto d'aver trovato un tuo compaesano, hai una bella sorpresa: "No, in verità sono francese... Ma forza Napoli!". E' il caso di Philippe, un venticinquenne che trascorre nelle 'salles de sport' buona parte della sua settimana. O di Michel: "Mi piace il Napoli, adoro Osimhen". Qualcuno è più nostalgico: "Tifo Napoli dai tempi di Ghoulam, ma adesso ho tanti conoscenti che si sono 'convertiti'... Il mio preferito? Era Kalidou, oggi Kvara" ci rivela Farid, sbandierando una fede calcistica che va oltre i confini della sua Algeria e della stessa Francia. Chiaro che, tra l'uno e l'altro, spunti pure un napoletano verace: "Sono qui per lavoro, ma seguo sempre la mia squadra del cuore: non c'è distanza che tenga" è la storia di Mimmo, accompagnato da un bel bimbo che, come il suo papà, va in giro con la tuta di capitan Di Lorenzo e compagni.
Il Napoli è diventato anche questo. Non (soltanto) per merito del marketing: non ci è riuscito investendo in un mercato ben mirato; non lo ha fatto acquistando il campione francese di turno o con 'un clin d'oeil', come dicono da quelle parti; ma con l'entusiasmo: quel qualcosa che si genera spontaneamente, quando vedi un intero popolo spingere la propria squadra più lontano di ogni previsione. Solo uno, a ben vedere, lo aveva capito: il presidente De Laurentiis. "Ha avuto ragione... Te l'aspettavi?". "Ci ha visto lungo" commenta Mathias, 27 anni, nipote di napoletani che lavora nel settore assicurativo.
Noi di AreaNapoli.it lo abbiamo raggiunto, in collaborazione con la redazione di Radio Fuori Campo (emittente italiana nata in Francia da un progetto sovvenzionato dal Ministero degli Esteri), per parlare di come il marchio Napoli stia facendo presa sulla gente, nella terra di Tanguy Ndombele, Laurent Blanc ed Alain Boghossian.
Mathias, per chi ancora non lo sapesse, gestisce "Napoli France", una community social - in grande espansione - che scrive tutti i giorni, nella lingua di Napoleone, della squadra partenopea. "E' una grande passione. Il seguito cresce". Con lui c'è anche Vincenzo, che collabora con Napoli France da qualche tempo. Ad entrambi abbiamo rivolto delle domande per capire cosa li spinga a portare avanti questo progetto; un progetto che abbraccia canali Twitter, Facebook ed Instagram e che non sembra volersi arrestare. Proprio come il Napoli di Spalletti.
-M: "La mia passione - racconta Mathias - viene semplicemente dal fatto che i miei nonni, dal lato di mia madre, sono campani e si trasferirono in Francia per lavoro. Sono cresciuto in un ambiente 'napoletano', mi hanno fatto scoprire la loro cultura, che è poi anche la mia, e me ne sono innamorato. Compreso il loro attaccamento alla squadra azzurra. Cosa rappresenta il calcio per me? Per tutta la vita sono stato legato al calcio: sono stato un giocatore, un arbitro, un allenatore... Ho scritto anche per qualche portale sportivo ed ora lavoro per Napoli France per condividere l'attualità del mio club del cuore".
-V: "Anche io tifo Napoli per questioni familiari - ammette Vincenzo - e sono cresciuto col calcio. Ho persino giocato... In che ruolo? Prima attaccante e poi difensore. Ho iniziato come Osimhen ed ho finito come Kim? Sì (ride). Il calcio - aggiunge - ha permesso a tanti, fuori dal paese, di scoprire nuovi aspetti della cultura italiana, a livello sportivo e non. Cosa pensano, in Francia, del Napoli? Che sta facendo molto bene e che questi risultati sono il frutto di un grande progetto. Ho parlato con amici francesi ed italiani e trovano tutti che il Napoli sia in testa alla classifica a pieno merito".
Scopriamo qualcosa di più, adesso, su Napoli France.
-M: "Napoli France esiste da oltre dieci anni. E' stato creato inizialmente su Twitter, dove è nato semplicemente per informare sull'attualità, i risultati e le ultime news sul nostro club del cuore. In un primo momento era gestito da una sola persona, poi si è trasformato in un'attività collettiva, al punto che oggi siamo in 5-6 a lavorarci costantemente, alimentando altresì account Instagram e Facebook. Per me - prosegue Mathias - il lavoro per Napoli France è importante perché ricordo che una decina d'anni fa, quando ho iniziato a seguire più assiduamente il Napoli, in Francia era difficile avere informazioni. Da noi, non arrivavano tutte le news che c'erano in Italia e i social non erano sviluppati come adesso, quindi trovare risultati ed approfondimenti era abbastanza complicato. Capitai su qualche sito, un blog di chi diffondeva soltanto i gol delle partite e descriveva i match con poche parole: era il mio appuntamento fisso, volevo assolutamente vedere i gol, che all'epoca non erano così accessibili come oggi. E' grazie a queste persone che mi son detto: 'Devo fare lo stesso per gli altri'. Certo, ho cominciato nella mia cameretta, ma per me era importante aiutare gli altri tifosi del Napoli".
Vi aspettavate un così ampio seguito in questi mesi? Sempre più persone interagiscono con voi, scrivendo in diverse lingue, ritwittando i vostri post e commentando ciò che pubblicate.
-V: "E' quel che ho notato proprio recentemente: retweet in italiano, in francese... Persone di paesi disparati: siamo davvero in tanti. La nostra idea è quella di migliorarci e di continuare a parlare del Napoli con le altre persone che condividono il nostro attaccamento alla squadra azzurra. Proponiamo anche iniziative collettive per coinvolgere i nostri follower".
Di cosa si tratta?
-M: "Con Napoli France non guadagniamo nulla, è solo passione. Ci piace condividerla in vari modi. Uno di questi, ad esempio, è quello di regalare ai nostri iscritti maglie o libri sul Napoli. Diffondiamo il Napoli".
Da dove scrivete? Avete una redazione permanente in una città in particolare?
-V: "No, no... Io, sono del sud della Francia, altri del nord... Il Napoli non conosce frontiere geografiche. Nemmeno in Francia".
Andate spesso a Napoli?
-M: "Io sì, cerco di andarci il più possibile. Non è facile, vista la distanza ed il lavoro, ma quando possibile cerco di tornarci: è importante per tutta l'equipe di Napoli France. Per questo, avevamo qualcuno presente per Napoli-Juve; peraltro è stato un bel match, tanto meglio... Abbiamo qualche contatto e, a titolo personale, ne approfitto per mandare un saluto ad Alberto del fan shop di Via Chiaia".
E tu, Vincenzo, a inizio stagione immaginavi un Napoli da Scudetto?
-V: "Onestamente, dopo la partenza dei big come Kalidou, Mertens, Insigne e vedendo che venivano sostituiti da giocatori che non conoscevo, io ambivo al massimo alle prime quattro posizioni".
Oggi, invece, ci credi? E potendo scegliere: meglio Scudetto o Champions?
-V: "Il Napoli sta andando alla grande, tutto è possibile... Lo Scudetto non lo vinciamo da parecchio e sarebbe bellissimo conquistare il titolo, ma la Champions League è il sogno di tutti i club, quindi scelgo la coppa".
Osimhen ha detto che, lavorando insieme, nessun traguardo è precluso.
-V: "Specie in questa stagione, penso che possiamo battere chiunque. Battere il Napoli non sarà facile per nessuno".
Tornando a te, Mathias, chi è il tuo giocatore preferito?"
-M: "Il mio giocatore preferito, anche se purtroppo non l'ho visto dal vivo, è il 'D10s': Maradona, il Dio Diego, per tutto ciò che ha rappresentato per noi, anche i giovani. Se invece devo indicare qualcuno della mia epoca, hmm... Paolo Cannavaro o Koulibaly".
So che in passato sei stato ospite di Kalidou e Ghoulam a Napoli.
-M: "Effettivamente, qualche tempo fa sono stato invitato a Napoli da Kalidou e da Faouzi, due bravissimi ragazzi. Ho seguito l'allenamento: è stato molto simpatico essere lì al centro sportivo, vederli all'opera e poter scattare qualche foto con i calciatori. Tutti sono stati molto carini con me. Incontrare l'equipe, lo staff... veramente interessante! Li ringrazio ancora per questa incredibile opportunità".
Vincenzo, scegli un giocatore di Ligue 1 che vorresti vedere a Napoli.
-V: "Se devo sognare, dico Mbappè".
Ma Kvara, in fondo, non è già una stella al livello di club come il PSG?
-V: "Per me sì. E' alla sua prima stagione in un grande campionato ed ha fatto vedere a tutti il suo valore. In poco tempo, potrà far parte dei top a livello europeo".
Mathias, meglio Koulibaly o Kim?
-M: "Non possiamo giudicare ora, sono due giocatori con uno stile completamente differente. Kim, poi, è appena arrivato, mentre Kalidou ha disputato tante grandi stagioni a Napoli. Auguro a Kim di riuscire a seguire le sue orme".
Ghoulam all'Angers: ti fa piacere rivederlo in Ligue 1?
-M: "Speravo vivamente che Faouzi riuscisse a trovare rapidamente un novo club, un progetto sportivo stimolante. Quando vieni da un infortunio simile, non è mai semplice. Era un peccato perché, oltre ad essere una splendida persona, è un ottimo giocatore. Gli auguro buona fortuna ed ancora tanti successi".
A proposito di Angers: l'affare Ounahi-Napoli è saltato.
-M: "Ounahi è un centrocampista molto forte, avrebbe potuto dare qualcosa in più al Napoli, ma se un calciatore non è convinto, beh, non ha senso forzare nessuno. Questa è la mia opinione personale".
Quando verrete la prossima volta a Napoli?
-V: "Difficile da dire al momento".
-M: "Non ho ancora prenotato date, ma quest'anno ci verrò sicuramente, in un modo o nell'altro. Più probabile che riesca a fare un salto a fine stagione, se succede quella cosa che tutti speriamo che succeda: ma non la dico, siamo scaramantici...".
Come vi spiegate le tante persone che girano con la maglia del Napoli per le strade francesi?
-M: "I risultati in campionato aiutano. Ed anche la Champions".
-V: "La squadra è diventata molto popolare, in questa stagione ancor più che nelle precedenti, per quanto fatto in campo. Giocatori come Osimhen, Kvara e Kim, oltre ad essere stati investimenti azzeccati, stanno entusiasmando tutti. Hanno fatto sì che tanti ragazzi, non solo in Italia, iniziassero a guardare i match del Napoli con assiduità e a desiderare di acquistare le magliette. Da questo punto di vista, giova anche il fatto che le divise siano sempre più belle: quest'anno più di prima. Ma - conclude Vincenzo con un simpatico invito alla società - bisogna smettere di fare maglie come quelle di Natale con la renna... Le prime tre di inizio stagione, invece, erano molto belle".

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