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Ancelotti: "Meditava di smettere, non mi ha mandato a fare in cu*o perché è un ragazzo educato"

Carlo Ancelotti nel corso della sua lunga carriera ha allenato tantissimi campioni: "Aveva il morale talmente basso che era arrivato dall'altra parte del mondo".


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

20/05/2024 17:11 - Altre notizie
Ancelotti: Meditava di smettere, non mi ha mandato a fare in cu*o perché è un ragazzo educato

Carlo Ancelotti ha allenato tantissimi campioni durante la sua lunga e pluridecorata carriera, ha aiutato diversi giocatori anche moralmente a dare il meglio, uno tra tutti, l'ex Milan Massimo Ambrosini. Il mister rivelò un retroscena sul rossonero che con la sua "cura" divenne uno dei più forti al mondo: "Massimo Ambrosini meditava di smettere di giocare, a causa dei continui infortuni. Aveva il morale talmente basso che era arrivato dall'altra parte del mondo. Su di lui abbiamo dovuto fare un grandissimo lavoro psicologico, indurlo a cambiare atteggiamento, ricordargli quanto avessimo bisogno di lui. Io avevo in mente quale fosse la nostra formazione ideale per vincere la Champions League, e lui ne faceva parte. "Con te vinceremo" gli ho detto. Non mi ha mandato a fare in cu*o perché è un ragazzo educato. Ma io ho insistito: "Massimo, non sto scherzando. Determinato partite non le posso giocare con Inzaghi e Gilardino insieme, saremmo troppo sbilanciati. Voglio rispolverare il caro vecchio Albero di natale, quindi tu ci dovrai essere. Punto e basta".

Inoltre, Ancelotti, aggiunse: "Ambrosini dopo tanto tempo era tornato a giocare in Coppa Italia, aveva sentito un dolore alla coscia ed era di nuovo caduto in una specie di depressione: "Basta voglio smettere, non ce la faccio davvero più". Il dottore era perplesso, mi prendeva da parte e quasi sussurrava: "Guarda che non ha niente".

"Su quella gamba non vediamo nulla di particolare". Allora ho parlato di nuovo con Massimo: "I medici mi dicono che sei un malato immaginario, però tu sostieni di aver dolore. Facciamo una bella cosa. Ti faccio giocare domenica, tu rimani in campo finché puoi: un minuto, due, dieci, trenta. E se poi ti spacchi, meglio ancora: risolveremo il problema e capiremo che avevi ragione tu". Poi è successo che è entrato in campo, non ha avuto nessun fastidio e ha ricominciato a stare bene".


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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