Allegri a colloquio con Vergara: il patto in campo sul "nuovo" ruolo

Nel secondo giorno di lavoro in Val di Sole, il tecnico si concentra sul dare indicazioni al fantasista classe 2003. Faccia a faccia sul prato di Carciato.
Il secondo giorno di ritiro a Dimaro entra subito nel vivo della tattica. Sotto il sole dello Stadio Comunale di Carciato, Massimiliano Allegri ha iniziato ad alzare i ritmi delle sue lezioni sul campo, focalizzandosi in modo particolare sui singoli e sui giovani che si giocano una conferma importante nella rosa del Centenario.
Colloquio tra Allegri e Vergara in allenamento
L'immagine più significativa della sessione odierna ha visto come protagonisti l'allenatore e Antonio Vergara. Il trequartista classe 2003 è stato l'oggetto di un fitto colloquio con il coach, a quattrocchi, direttamente sul rettangolo verde. Mentre il resto del gruppo svolgeva le esercitazioni a tema sotto lo sguardo dei preparatori, Allegri ha preso da parte Vergara. Gestualità classica, indicazioni visive continue sulle zolle da calpestare e continue correzioni sulla postura del corpo: il tecnico ha voluto catechizzare il giovane talento azzurro fin da subito.
Allegri si è concentrato su due aspetti fondamentali che pretende di vedere da lui in questa prima fase della preparazione: la pulizia nello stretto (la richiesta di giocare a un tocco o massimo due, accelerando la manovra verticale senza perdersi in tocchi superflui) e il pressing.
Quale ruolo per Vergara nel Napoli di Allegri?
Innanzitutto, Vergara si è allenato con i centrocampisti e non con gli attaccanti, a dimostrazione di come Max lo consideri meno esterno offensivo e più un "tuttofare". Il faccia a faccia ha svelato molto anche sulle idee tattiche in evoluzione. Allegri vede in Vergara un elemento di grande duttilità, capace di agire sia come trequartista dinamico in un 3-4-2-1 flessibile, sia come mezzala di inserimento e qualità in caso di utilizzo di un centrocampo a tre (ipotesi, ad oggi, più accreditata).
Quello che il tecnico vuole vedere da lui a Dimaro è la capacità di abbinare l'indubbio estro tecnico a una massiccia dose di disciplina tattica e sacrificio in fase di ripiego. Per il gioiellino cresciuto nel vivaio azzurro, questo esame a porte aperte davanti agli occhi di Allegri rappresenta la grande chance per trasformare il ritiro in Trentino nel trampolino definitivo della sua carriera.






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