Vocalelli: "Juventus, sapete da cosa è stato determinato l'addio di Sarri?"

Alessandro Vocalelli, giornalista, nel suo editoriale su Gazzetta.it, ha parlato dell'esonero di Maurizio Sarri alla Juventus.
Alessandro Vocalelli ha parlato della Juventus nel suo editoriale su Gazzetta.it, soffermandosi sul momento della compagine bianconera: "Si discute tanto di questa Juve - ed è giusto perché anche chi vince nove scudetti di fila deve sempre dimostrare qualcosa - ma a volte si sconfina in luoghi comuni e in concetti evidentemente sbagliati. Abbinando, ad esempio, l’esonero di Sarri a un ripensamento di carattere tecnico, alla rinuncia ad un calcio offensivo, spavaldo, per qualcuno inadatto ad un gruppo così, gonfio di grandi individualità e di spiccate personalità. È invece evidente, e queste prime partite lo stanno confermando, che l’addio di Sarri sia stato determinato da una - diciamo così - incompatibilità naturale, un feeling che non è mai scattato tra l’allenatore e l’ambiente. Ma nulla a che vedere con la sua ricerca di un gioco spregiudicato. Insomma, Pirlo è ancora lì a sperimentare un calcio offensivo, pieno al momento soprattutto di buoni propositi, con i limiti di un percorso che il Covid ha costretto a trasferire direttamente in partita. Come se la Mercedes avesse dovuto far ricorso a un gran premio per la messa a punto".
Inoltre, Vocalelli, aggiunge: "Pirlo, questo si può dire - e deve essere evidente anche ai più scettici - sta dimostrando che la Juve, intesa come società, ha fatto una drastica scelta sui suoi piloti (puntando su un uomo e solo di conseguenza su un tecnico senza esperienza) ma non sulla filosofia di calcio decisa quindici mesi fa: una squadra votata a rappresentare sempre se stessa, a cavalcare ogni partita e a recuperare eventualmente in fretta il pallone. Non è insomma un dietrofront, ma un percorso che continua - da Sarri a Pirlo - nel tentativo di offrire una Juve con un piglio sempre autorevole. E non è il caso di chiedersi se tutto ciò riuscirà, perché nessuno (a cominciare da Pirlo) può saperlo: ma bisogna prendere atto che la società non ha fatto con il nuovo-nuovissimo tecnico né una scelta di comodo e né una scelta in controtendenza con la svolta del 2019, come invece si è anche cercato di far passare".






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