Spalletti-De Laurentiis, rapporto incrinato dal 24 marzo: il retroscena

Il giornalista Antonio Corbo, in un editoriale per La Repubblica, parla del rapporto tra il presidente Aurelio De Laurentiis e l'allenatore Luciano Spalletti.
"Lo diceva Spalletti, ogni partita è come un viaggio che comincia. Vero, entri in un tunnel, sai quando ma non come e dove ne uscirai", inizia così l'editoriale di Antonio Corbo per il quotidiano La Repubblica. Il pezzo continua così: "La foto dell'ultimo abbraccio con il presidente amico e nemico gira dall'altro giorno. L'attimo racconta più di parole e pagine. Sono felici di dividersi, si sopportavano meno dal 24 marzo. Da quando De Laurentiis anticipò al Maschio Angioino la conferma dell'allenatore, vincitore del premio Bearzot, ma Spalletti gli rimandò in gola l'annuncio con un silenzio glaciale. Quaranta giorni allo scudetto. Dal gelo di quel minuto non sono più usciti, neanche il 12 maggio, nella cena dello strappo".
"'Fate parlare il presidente', sviava Spalletti i cronisti. Niente di peggio che non dire per gonfiare un mistero. Partono per due viaggi diversi, felici di aver recitato bene una pace che sembra adesso autentica, perché Spalletti dimentica i livori di adorabile narcisista ma fa vincere la ragione. 'Non lascio perché ho smesso di amare città e squadra. Lascio perché ho dato tutto'. Corretto, non può dare né avere di più, lavoro finito, accettando la conferma si sarebbe rimesso in gioco per 2,8 milioni, la metà di Allegri e Mourinho. Se ne va, ma sa che non perde un grammo di meriti e prestigio, tra un anno senza rischiare crisi e sconfitte i vigili di Certaldo dovranno disciplinare il traffico, chi non andrà ad offrire una panchina al doppio della cifra rifiutata? Vincitore per un altro anno senza fare né subire gol. Vince anche De Laurentiis, glielo leggi negli occhi, la foto dice tanto. Si rivela un supermanager in un calcio sfondato di debiti, il Napoli vince lo scudetto, risparmia 70 milioni di ingaggi, ne fattura quasi 200, ha uno spogliatoio più verde e sedato. Al contrario di Spalletti deve però mostrare subito le carte. Si è ricaricato, ha richiamato in sé l'uomo dello spettacolo, continua la più diffusa, chiassosa Piedigrotta di sempre. Napoli sino ad oggi ha saputo raccontarsi, drenato gli eccessi del folclore, nel sole e nella luna di Lungomare Partenope rullano i tamburi di band centramericane suonando per napoletani e turisti i cori del Napoli. De Laurentiis lascia ballare e cantare, intanto riflette. Deve indovinare l'allenatore che sappia convivere con lui, far giocare meglio di Sarri, giocare e vincere meglio di Spalletti. Gli manca il direttore sportivo, Giuntoli sparisce tacendo, ha portato giocatori di talento e futuro, operato trascurando persino le sue ansie di padre. Tocca infine al presidente ragionare in famiglia", ha concluso Corbo.








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