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Spalletti a Napoli vive chiuso in una bolla: il paragone con Bianchi e Bigon


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Pubblicato nella sezione Rassegna stampa
Spalletti a Napoli vive chiuso in una bolla: il paragone con Bianchi e Bigon
© foto di Image Photo Agency

Spalletti a Napoli vive chiuso in una bolla, e questa č la sua forza. Ha in comune con i predecessori l'aver marcato una distanza con la cittā.


Il giornalista Fulvio Zara, in un articolo per l'Avvenire, paragona l’allenatore del Napoli, Luciano Spalletti, ai due tecnici che, prima di lui, hanno vinto lo scudetto in Campania, Albertino Bigon e Ottavio Bianchi. Ecco quanto si legge: "L’albero genealogico degli allenatori che hanno vinto lo scudetto a Napoli parte da Ottavio Bianchi, passa per Albertino Bigon e arriverà – certo che arriverà – a Luciano Spalletti. Nel provare a trovare un tratto distintivo dei tre, vien da pensare a una caratteristica che – più delle altre – li accomuna. Ovvero la naturale inclinazione a marcare una distanza con la città. Bianchi e Bigon hanno vinto da corpi estranei, più o meno è quello che sta succedendo a Spalletti. Che a Napoli vive chiuso in una bolla. Ed è la sua forza.

Bianchi ha alzato in maniera decisiva lo status della squadra. C’era Maradona, lo sappiamo. Ed erano tesi i rapporti che Ottavio aveva con El Pibe de Oro. C’erano anche campioni come Bruno Giordano, ottimi giocatori come Bagni, De Napoli e Carnevale, gente che sudava personalità come Bruscolotti.


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Maradona, che si era già arreso al vizio e da Napoli cercava di andarsene, dispensava gli ultimi lampi di bellezza, brillavano i giovani Ferrara e Zola, Careca faceva la differenza, Alemao era una certezza. Bianchi ha smesso di allenare giovane, a 52 anni. È come se l’esperienza di Napoli l’avesse prosciugato.

Persino più incredibile, la parabola di Bigon. Vinto lo scudetto, ha allenato a Napoli un solo altro anno, chiudendo a metà classifica. La magia era già svanita. Sembra strano, ma l’allenatore che aveva vinto lo scudetto a Napoli non trovò mai più nessuna società di vertice pronta ad affidargli la squadra. Bigon rimase qualche mese senza panchina, poi accettò il Lecce, addirittura in Serie B. Tornò in A a Udine, conquistando la salvezza. Trovò qualche soddisfazione all’estero, in Svizzera e Grecia: con Sion e Olympiakos vinse il titolo nazionale. Sembrava pronto per rientrare, ma in Italia non aveva mercato. Ha chiuso la carriera a Lubiana, in Slovenia: aveva appena scavallato i sessant’anni.

Questo è il suo secondo anno di Spalletti sulla panchina del Napoli. Bianchi vinse al secondo anno, Bigon al primo colpo. Tutto e subito, deve essere una costante. Questo Napoli gioca un calcio spettacolare, che solo a tratti le squadre dei due colleghi avevano saputo offrire".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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