Sconcerti, il ritratto: "Diceva queste parole sul giorno in cui sarebbe morto"

Grande commozione tra tanta gente comune e non nel giorno dei funerali di Mario Sconcerti. Emanuela Audisio fa un ritratto del grande cronista.
Nella giornata di ieri sono stati celebrati i funerali di Mario Sconcerti, un grande del giornalismo italiano morto all'età di 74 anni. Emanuela Audisio, sul quotidiano Repubblica, dedica un bel ritratto al grande cronista: "Mario se n'è andato a dicembre, a pochi giorni dall'anniversario di Brera (30 anni, domani) e alla stessa età di Mura, 74. Era la sua squadra, era stato lui a volerli, lui era il ct. Questo giornale deve a Sconcerti l'invenzione dello sport di Repubblica e tanto altro. Era figlio di un manager di boxe, Adriano, che seguiva Mazzinghi, e raccontava della delusione di quando nel match contro Benvenuti chiese 'papà si vince stasera?» e l'altro con la testa gli fece segno di no'".
"Mario aveva iniziato da giovane al Corriere dello Sport, era sempre a Coverciano e Valcareggi lo chiamava affettuosamente Sconcertino. Era fiorentino, tifava per la Fiorentina (di cui è stato direttore generale con Cecchi Gori), non l'ha mai nascosto, ma era un tifoso non di parte. Volle anche Fossati, per il ciclismo. E poi arrivò anche Clerici. Non era geloso delle grandezze altrui, anzi si divertiva a gestirle e ad esaltarle. Diceva del giorno in cui sarebbe morto: 'Piangerai, non ce la farai a scrivere'", ha aggiunto la giornalista.






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