Sarri si è palesato in una radio romana inviando questo messaggio vocale

Maurizio Sarri è secondo con la Lazio. Da Roma tessono le lodi del tecnico ex Napoli.
Chiuso, abbottonato, un po’ ruvido, perfino orso. Maurizio Sarri, come riporta il Corriere di Roma, viene spesso descritto così, anche perché poco aperto con la stampa, poco compatibile con il mondo moderno, poco interessato alle questioni che rimandano al gossip. Eppure l’allenatore della Lazio dimostra, da tempo, di vivere di emozioni, di avere grande empatia, di essersi immerso nel mondo biancoceleste. Durante la sosta Sarri si è nuovamente palesato alla radio privata, mandando un messaggio vocale. "Noi pochi, noi felici pochi, noi manipolo di fratelli". Non una frase qualsiasi.
Il tecnico ha voluto fare un riferimento chiaro alla scenografia esposta dalla curva Nord domenica scorsa durante il derby: in particolare allo striscione con il quale i laziali hanno citato l’Enrico V di Shakespeare e al discorso nel giorno di San Crispino, quando gli inglesi, benché fossero molti di meno, ebbero la meglio sull’esercito francese nella battaglia di Azincourt. Questo perché i romanisti si vantano sempre di essere più numerosi, ma per la tifoseria biancoceleste l’inferiorità numerica non è motivo di vergogna, bensì di vanto. Sarri lo ha capito e, di tanto in tanto, manda un messaggio chiaro ai tifosi per irrobustire sempre di più il rapporto. Per dimostrare di aver capito cosa sia la fede verso questo club. Le sue frasi non sono da uomo chiuso, ruvido abbottonato. Ma da innamorato. Di Lazio.






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