Sacchi: "Napoli molle, l'assenza di Osimhen non c'entra. Undici per undici fa sempre undici"
L'ex allenatore del Milan: "Napoli poco grintoso, molto lento e molto prevedibile, anche Osimhen avrebbe fatto fatica".

“Il Napoli ha perso perché ha smarrito quei principi e quei valori che, finora, avevano stupito tutti, mentre il Milan ha dimostrato che il collettivo, quando funziona, è sempre vincente". Parola di Arrigo Sacchi. L'ex tecnico rossonero ha commentato così il big match del Maradona per La Gazzetta dello Sport: "Uno per uno fa sempre uno e, invece, uno per undici fa undici. È qui la differenza tra le due squadre. C’è una fotografia precisa che spiega tutta la partita: nel Milan rientrava in fase difensiva anche Leao, che non lo ha quasi mai fatto in due anni. Ciò significa che la squadra era motivatissima, che i giocatori si aiutavano costantemente, che si scambiavano ruoli e posizioni ed erano sempre legati da un filo invisibile che era il gioco. Il successo rossonero può essere tranquillamente spiegato come l’esaltazione del collettivo. Sempre compatto, il gruppo di Pioli”.
E ancora: "Adesso tutti diranno: già, ma mancava Osimhen. Allora, sgombriamo subito il campo dall’equivoco: in questo contesto, cioè con un Napoli poco grintoso, molto lento e molto prevedibile, anche Osimhen avrebbe fatto fatica. E questo spiega che un solo giocatore non può risolvere la situazione. Ci sono tre componenti fondamentali che hanno consentito ai ragazzi di Spalletti di raggiungere la vetta della classifica e di stupire il pubblico italiano: la forte motivazione, lo spirito di gruppo e l’organizzazione di gioco".
"Le motivazioni sono arrivate in parte dal fatto che in estate sono stati ceduti pezzi importanti del gruppo del passato, ad esempio Insigne, Mertens e Koulibaly, e tutti pensavano che la squadra si fosse indebolita”.
“Mi è piaciuto tantissimo Brahim Diaz. Ha lottato, ha creato, ha segnato, ha regalato assist e ha saputo faticare anche in fase difensiva. È stato un autentico spauracchio per tutta la difesa del Napoli, difesa che, a essere sincero, mi è parso troppo molle e vulnerabile”.
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