Rimborsi arbitri falsati, Giacomeli-Massa a processo: "Pene minime per farli tornare in campo"
A differenza del primo filone di Rimborsopoli, questa volta le pene potrebbero essere minime, per permettere un rapido ritorno in campo.

Comincia oggi il secondo filone del processo "Rimborsopoli" ce coinvolge gli arbitri Piero Giacomelli (Trieste) e Davide Massa (internazionale di Imperia). Entrambi i fischietti di Serie A sono finiti nelle maglie dei controlli incrociati ordinati dall’AIA e dalla FIGC per far luce su alcune richieste di rimborso, in precedenza oggetto del processo di primo grado agli arbitri Pasqua, La Penna e Ivan Robilotta e agli assistenti Fiorito, Manuel Robilotta e Del Giovane.
L’impressione - fa sapere il Corriere dello Sport - è che, a differenza del primo filone, questa volta le pene potrebbero essere minime, per permettere un rapido ritorno in campo. Eppure, Massa aveva ben 11 contestazioni, fra chilometri e pasti (si dice addirittura doppi) usufruiti ben dopo la fine della partita in oggetto, ad orari che mal si concilierebbero con i rientri dalla trasferta. Chiaro che tutto dipenderà dalle controdeduzioni che i due direttori di gara hanno prodotto in vista del processo.








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