Ricorso Juventus-Napoli, la difesa contro il Giudice Sportivo: violati i principi del giusto processo

Aurelio De Laurentiis spera di poter rigiocare la gara contro la Juventus. Il Napoli cercherà di ribaltare le sentenze del Giudice Sportivo.
L'edizione odierna del quotidiano Il Mattino, nello spazio riservato al calcio, si sofferma sul ricorso che il Napoli affronterà martedì al Coni per il match perso 3-0 a tavolino con la Juventus. Il Napoli cercherà di ribaltare le sentenze del giudice sportivo. Il nuovo avvocato Enrico Lubrano, che affianca il consulente legale Grassani, parla di «una causa di forza maggiore che è stata preclusione alla trasferta, intervenuta già il giorno prima della partita».
In pratica, ed è questo il punto chiave, il successivo provvedimento del 4 ottobre aveva carattere solo confermativo e non di primo provvedimento di preclusione alla trasferta. Non è un dettaglio di poco conto: ma la difesa del Napoli va oltre e spiega che pur volendo ammettere che è il provvedimento della domenica, ovvero quello delle 14,33 ad aver vietato la trasferta (così come rilevato dalla Corte sportiva), in ogni caso avrebbe valenza «di atto di forza maggiore».
E poi c’è l’affondo contro le motivazioni del giudice sportivo e della Corte d’appello perché, scrivono i due avvocati nel ricorso, non c’è una «benché minima prova» di una condotta in malafede del Napoli. In pratica la condanna in primo e secondo grado violano i principi cardine del giusto processo: la presunzione di buona fede e il principio del “in dubio, pro reo”. Qui, sarebbe avvenuto il contrario. Perché non c’è movente o interesse della società a non giocare la gara.







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