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Razzismo, il cattivo gusto dell'Atalanta che non si è inginocchiata per Juan Jesus

L'edizione odierna del Corriere della Sera giudica "di cattivo gusto" il gesto dell'Atalanta che non si è inginocchiata per Juan Jesus.


Francesco MannoFrancesco MannoGiornalista

31/03/2024 10:33 - Rassegna stampa
Razzismo, il cattivo gusto dell'Atalanta che non si è inginocchiata per Juan Jesus
© foto di Image Photo Agency

Il Napoli, prima del match contro l'Atalanta, si è inginocchiato per protestare contro la sentenza di assoluzione per Acerbi. Gesto che però non è stato condiviso dai calciatori della DEA. Francesco Battistini ha scritto un articolo a tal riguardo sul Corriere della Sera: "'O surdato s’è indignato. Da solo. L’aveva detto e l’ha fatto: assolvere Acerbi è stata una follia, e se si finge di dare un calcio al razzismo e poi non si punisce chi ti dà del negro in campo, beh, tanto vale".

"Il Napoli s’è rifiutato di stampare sulle maglie la scritta «keep racism out» imposta dalla Lega calcio (la quale, per inciso, potrebbe anche spiegarci che cos’è questa discriminazione della lingua italiana). I tifosi hanno accettato di sventolare messaggi che chiedevano rispetto. E prima della partita contro l’Atalanta, i giocatori si sono inginocchiati in segno di solidarietà col compagno Juan Jesus, che aveva accusato l’interista Francesco Acerbi d’averlo offeso per la pelle nera, ma non era stato creduto".


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"Black Lives Matter, le vite nere valgono. Ieri s’è scoperto che può essere un valore anche a tasso variabile. Perché i giocatori dell’Atalanta, loro, hanno guardato imbarazzati quelli del Napoli. E non si sono inginocchiati affatto. Sono rimasti in piedi, non si sa bene se per disaccordo o per distrazione, di sicuro con cattivo gusto. Una Dea che non si prostra davanti a un Jesus, nemmeno se è Pasqua, fa risorgere antichi sospetti fra bergamaschi e napoletani: vi ricordate le curve che inneggiavano alla lava del Vesuvio e quelle che gioivano per le bare del Covid? E i più vecchi, hanno dimenticato la monetina di Alemao?".

"Juan Jesus non è l’afro George Floyd che fu soffocato per strada. Acerbi non è il poliziotto Chauvin che lo paralizzò col ginocchio. Gli atalantini non sono trumpisti che «doesn’t matter», tanto è lo stesso. Ma certi momenti hanno un significato che va oltre l’accordo o il disaccordo. Sennò si finisce per pensarla come Viktor Orbán, il premier ungherese, quello che accetta d’inginocchiarsi solo davanti a Dio, per la patria o per chiedere a una donna di sposarlo. I napoletani l’hanno fatto per un sussulto di dignità. L’Atalanta poi li ha fatti neri lo stesso, ma in un altro senso", ha sottolineato il quotidiano. 


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Francesco MannoFrancesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.

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