Polito: "A Napoli più sono tifosi e meno parlano di calcio: la città sta cambiando"

"Il pubblico napoletano si riserva la festa per il risultato, come nelle piazze abituate a vincere, dove nessun successo parziale può sostituire l'obiettivo finale", il pensiero di Polito.
Il giornalista Antonio Polito, sulla edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno, si sofferma sul cambiamento che sta caratterizzando i tifosi del Napoli. In città quasi non si parla più di pallone. Proprio nell’anno in cui il Napoli di Luciano Spalletti sta ammazzando il campionato: "In città ormai è una moda. Più sono appassionati e tifosi, e meno parlano di calcio. Ma io la interpreto invece come una forma di maturazione, di modernizzazione e di crescita del pubblico napoletano. Invece di una facile esaltazione, che un tempo avrebbe portato in piazza un’intera città per un exploit con il Liverpool o per il primato in un girone Champions, ora una sobria e vibrante attesa. Finalmente si mette in primo piano il risultato, e non la festa: lo stile dei vincenti".
Polito aggiunge: "La maturazione dei tifosi è al tempo stesso una condizione e la prova di questo cambiamento. Siccome stavolta si avverte da parte di tutti che il sogno è realizzabile, si preferisce finalmente il risultato alla festa, e si riserva quest’ultima per il risultato. Come avviene nelle piazze abituate a vincere, dove nessun successo parziale può sostituire l’obiettivo finale. Così, come tante volte da noi auspicato, il cambiamento del Calcio Napoli sta producendo un cambiamento nell’intera Napoli. È come se la squadra fosse diventata una best practice, un benchmark, per usare un linguaggio di impresa".






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