Paradosso Lotito-De Laurentiis: "Mai amati, neanche quando vincono"

Il campo e i bilanci danno loro ragione, sono gli ultimi presidenti italiani, hanno rotto con la tifoseria che si sente padrona del club, eppure non sono amati.
Il giornalista Gabriele Romagnoli, in un suo articolo per il quotidiano La Repubblica, scrive del paradosso di Lotito e De Laurentiis definiti De Latito (figura mitologica originata dalla sovrapposizione di due simili). I due presidenti stanno facendo benissimo (i partenopei sono primi in classifica, i biancocelesti secondi), ma non sono amati da una parte piuttosto consistente delle loro rispettive tifoserie: "Gli allenatori sono amati soltanto quando vincono, i presidenti (loro due almeno) neppure".
"De Latito - si continua a leggere - è l’ultimo vero presidente-padrone italiano. In un panorama di nomi sfuggenti e prestanomi fuggiti, di assenti, alias, fondi, indirizzi negli Usa o in Cina, De Latito c’è, presenzia, esterna. Ha la protervia del capo indiscutibile e le pretese di chi ha pagato il conto in anticipo. Non abbastanza, gli dicono, accusandolo prima del fischio d’inizio. Poi la matematica gli dà ragione, in classifica e nei bilanci. Quel che conta è l’esito finale e De Latito sta lassù, sopra Milano e sopra la Roma di Mourinho. Eppur non l’amano. Ha tagliato, in modo più o meno netto, i rapporti con quella parte di tifoseria che si sente vera padrona della squadra. Che la scelta sia dettata dall’etica o dall’insofferenza è un dettaglio. Gli sfuggenti, gli assenti e gli altri non hanno osato".






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