Palmeri: "Pirlo seconda scelta! Atalanta arrogante dopo Napoli e Milan campione? Che esagerazione"

Il giornalista della CNN Tancredi Palmeri ha detto la sua sulle squadre italiane impegnate quest'anno in Champions League.
Torna l'appuntamento con l'editoriale di Tancredi Palmeri per TMW: "Magari non sarà stata brillantissima la Juventus, ma ha fatto quello che doveva fare, in una di quelle trasferte Champions non esattamente da ricordare ma semplicemente da archiviare. La Dynamo Kiev è davvero poca cosa, il che vuol dire che è pochissima cosa metà girone della Juve, con il Ferencvaros preso a pallate dal Barcellona. Il che significa che come era facile prevedere la stagione dei bianconeri potrebbe passare dalla prossima settimana: perché il primo posto si gioca nel doppio confronto con il Barça, e dunque a Torino si deve vincere per sperare di mettere il muso davanti, ben sapendo che essere sorteggiati per primi o secondi agli Ottavi può mandare in malora l’intera stagione (ovvio, poi si fa sempre in tempo a uscire contro il Lione da primi, ma insomma meglio aiutarsi a fare le cose per bene)".
Palmeri ha poi aggiunto: "[...] Rimangono però sempre i dubbi intatti su questa Juve, che è ancora scombiccherata e per larghi tratti ti lascia l’impressione di non sapere a cosa giochi, ma onestamente hanno tutti bisogno di tempo. [...]. La scelta Pirlo è compiuta e bisognerà mettersi l’anima in pace e dare almeno un paio di mesi in più per constatare che ci siano progressi. Scelta che è stata la seconda per la Juventus. Perché la prima era Simone Inzaghi. Che Lotito non liberò, e che avrebbe liberato solo dietro pagamento di una decina di milioni, il che vuol dire non volerlo liberare. Mamma mia come si sta esagerando con la rapidità di giudizi: l’Atalanta era da scudetto la settimana scorsa (prima di affrontare il Napoli, ndr), adesso è già arrogante; il Milan ha sfiorato l’umiliazione con Bodo e Rio Ave, e adesso è già possibile campione. E Simone Inzaghi, che ogni anno migliora fino all’exploit dell’anno scorso, ed è in più l’unico capace d'aver vinto qualcosa in Italia negli ultimi anni con una squadra che non fosse la Juventus, e che già da qualche giorno era trattato come uno che aveva fatto il suo tempo e doveva sbrigarsi a liberare l’armadietto per Allegri. Calma, buoni, è un calcio senza certezze granitiche, e cosa credete che ci fosse nella testa della Lazio se non un debutto atteso 13 anni per di più contro la più forte del girone".






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