Osimhen in Turchia: come è riuscito il Galatasaray a ingaggiare il bomber
Il campionato turco viene considerato un torneo minore, eppure si può permettere campioni come Victor Osimhen.

Il campionato turco è stato sempre considerato un torneo minore rispetto a quelli principali. Eppure il Galatasaray, nell'ultima sessione di mercato, è riuscito ad assicurarsi un top player come Victor Osimhen. Sulla edizione odierna de Il Foglio, Marco Gaetani si chiede come sia possibile che il calcio in Turchia possa permettersi di ingaggiare stelle da tutta Europa: "I diritti tv del campionato turco sono stati venduti a una cifra relativamente bassa – nell’estate del 2023 è stato infatti siglato un accordo biennale da 370 milioni di dollari complessivi – e non sono nemmeno i soldi della Champions League a foraggiare i club, se si considera che nell’edizione che sta per prendere il via non ci sono club turchi".
Come ha potuto allora il Galatasaray arrivare a prendere Osimhen, seppure in prestito gratuito (ma accollandosi l'ingaggio)? "Quel che è indubbia è la capacità dei grandi club turchi di attirare sponsor di un certo peso: il Galatasaray, per esempio, ha in corso due contratti di sponsorizzazione con Sixt (quinquennale da 100 milioni di euro siglato nel 2023, rinnovando un rapporto iniziato nel 2020) e Socar (l’azienda petrolifera statale azera ha firmato un triennale da 15 milioni di euro per le sole partite europee), con Rams Global che detiene i naming rights dello stadio e, un anno fa, annunciò orgogliosamente di avere avuto un ruolo attivo nel finanziamento della trattativa per il riscatto del cartellino di Mauro Icardi", aggiunge Gaetani.
"Un anno fa, provando a fare i conti in tasca alle quattro big, l’economista Kerem Akbas stimava in due miliardi di euro il debito complessivo delle società. A pesare in maniera enorme sono gli ingaggi, mentre sui cartellini si cerca di risparmiare, lavorando soprattutto su prestiti e parametri zero: una realtà che va in contrasto con la necessità teorica di fare player trading per provare a risanare delle casse che risultano disastrate”. Infine, quindi, “ad assistere Galatasaray, Fenerbahçe, Besiktas e Trabzonspor è arrivato un network di banche di proprietà dello stato. Il calcio, in Turchia, è anche e soprattutto una questione di populismo", ha concluso Marco Gaetani.
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