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Napoli su Conte e Italiano, Zazzaroni: "Mi dite cosa hanno in comune?"

Il direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, ha analizzato la questione relativa alle panchine in vista della prossima stagione.


Francesco MannoFrancesco MannoGiornalista

10/04/2024 10:12 - Rassegna stampa
Napoli su Conte e Italiano, Zazzaroni: Mi dite cosa hanno in comune?
© foto di Image Photo Agency

Ivan Zazzaroni, nel suo editoriale per il Corriere dello Sport, analizza la situazione delle panchine di Serie A in vista della prossima stagione: "Allenatori tormentati, panchine tristemente instabili e nobili teste da tagliare. A poco più di un mese dalla fine di un campionato troppo simile al precedente (siamo passati dal dominio incontrastato del Napoli di Spalletti a quello dell’Inter di Inzaghi) il Paese che in momenti diversi è riuscito a dare del bollito, del superato o dell’impreparato a Ranieri, Ancelotti, Mourinho, Allegri, Sarri, Inzaghi e Pioli - non presento il conto dei trofei degli allenatori indicati per non riempire di ridicolo opinionisti ed ex giocatori il più delle volte trombati che, attaccando professionisti meritevoli, si guadagnano un po’ di luce e qualche ingaggio televisivo -; il Paese calcisticamente più avvelenato e irriguardoso, dicevo, pratica spesso con toni barbari il gioco al massacro".

"L’aspetto grottesco del gioco è che chi esalta i propalatori del bel calcio non può poi fare a meno del risultato del campo, ne sanno qualcosa Inzaghi e Pioli, a lungo bersagliati per sconfitte peraltro facilmente spiegabili: il passaggio social dall’out all’in dipende infatti da un 1 a 0 o uno 0 a 1, più che dalla qualità dello spettacolo. La confusione dentro alcune capocce è totale. Per la Juve, ad esempio, vengono richiesti a gran voce Conte e Motta, tecnici che sviluppano temi agli opposti o quasi: il punto d’incontro è l’uscita di Allegri; Conte è dato in corsa anche per la panchina del Napoli insieme a Vincenzo Italiano e allora provate a spiegarmi cos’hanno in comune i due sul piano tattico, della strategia e della didattica".


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"Per non parlare delle valutazioni che vengono fatte dai censori sulle squadre, sul loro valore e peso. Paragonare la Juve di Allegri a quella di Pirlo - altro esempio - è assurdo, e non per colpa di Andrea che sta imponendosi nel nuovo ruolo e nel ’20-21 poteva disporre di Ronaldo, Chiellini, Bonucci, Cuadrado, Dybala e Morata. Ma cosa vuoi che sia, l’importante è buttare merda su Allegri, da almeno due anni e mezzo al centro di una campagna di diffamazione intollerabile, di pura malafede, poiché alimentata da antipatie personali. Si può ripetere che la Juve gioca male, ci mancherebbe, e che in Champions l’anno scorso ha toppato di brutto. Ma chi non considera il contesto in cui Max lavora dal suo ritorno a Torino e si spinge oltre, accusandolo di ogni nefandezza tecnica, ha qualcosa fuori posto", ha concluso Ivan Zazzaroni.


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Francesco MannoFrancesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.

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