Napoli obbligato dall'Uefa a lasciare a casa dirigenti e funzionari. Il retroscena

Il Napoli è stato obbligato dall'Uefa a lasciare a casa addirittura dirigenti e funzionari che di solito erano al seguito della squadra.
Aurelio De Laurentiis ha chiesto a gran voce il cambio di sede per la sfida con il Barcellona prevista per domani sera. Come riporta l'edizione odierna de La Repubblica, in Catalogna c’è una recrudescenza dei contagi da Covid e la ragioni del presidente erano fondate. Ma l’Uefa non se n’è curata ed è stato chiaro fin dall’inizio che la gara si sarebbe giocata in ogni caso nel mitico stadio catalano, il tempio di Lionel Messi: con la inevitabile e unica limitazione delle porte chiuse.
Giocatori compresi, saranno circa 200 le persone presenti al Camp Nou. Il Napoli è stato obbligato dall’Uefa addirittura a lasciare in Italia alcuni dirigenti e funzionari, che di solito seguono invece la squadra in trasferta. Evitare il campo neutro è stato già un successo politico, per i catalani. Ma pure la Console italiana a Barcellona, Gaia Lucilla Danese, ha condiviso la scelta dell’Uefa. "Il buonsenso dovrà guidarci in questo delicato periodo. I calciatori del Napoli saranno iper protetti, i protocolli sono molto severi e le condizioni di salute degli azzurri saranno monitorate costantemente. Insigne e compagni vivranno in una bolla". Tutti chiusi nel bunker dell’hotel Eurostar per oltre 24 ore in attesa del fischio d’inizio







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